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27 giugno 2012

“Fondata sul lavoro”: una repubblica che finisce ad Arese ?

Sedici mesi senza stipendio e sei mesi senza nemmeno l’assegno di disoccupazione.
A mezz’ora di auto dalle consulenze milionarie e dalle vacanze dorate di Palazzo Lombardia, gli ex-operai dell’Alfa Romeo di Arese si preparano a staccare la luce e il gas e a vendere le loro case.
Quando la fabbrica venne chiusa, dieci anni fa, settanta operai che lavoravano alle catene furono ricollocati  – con un accordo firmato dalla regione Lombardia – a far pulizie e servizi di guardia per le ditte che hanno poi occupato l’area .
Da quel giorno hanno accettato di fare di tutto: pulire i cessi, tosare le aiole , far la manutenzione delle strade e la guardia agli ingressi.
Nel febbraio del 2011 la ditta che li impiegava, Innova Service, li ha licenziati. Il giudice ha dato ragione agli operai, ma nel frattempo il loro lavoro è stato affidato ad altri lavoratori pagati un terzo in meno .
Dopo 16 mesi di presidi, di scontri con la polizia e di tentativi falliti di trovare ascolto presso la proprietà e le istituzioni che hanno il controllo del sito,
i licenziati di Arese hanno deciso di inviare una videolettera al presidente Formigoni per ricordargli – tra un tuffo e l’altro – che il loro lavoro non é solo un diritto sancito dalla Costituzione , ma anche il frutto di un accordo firmato anche da lui.

CONFERENZA STAMPA dei 70 operai licenziati da 16 mesi.

GIOVEDI 28 GIUGNO , dalle ore 11.30
PALAZZO MARINO
SALA RIUNIONI GRUPPI CONSILIARI
Ingresso da VIA T. MARINO, 7
PIANO III

Interverrà BASILIO RIZZO, presidente del consiglio comunale di Milano.
Interverranno alcuni esponenti politici. Hanno già assicurato la presenza l’avv. Mirko Mazzali, presidente della commissione Sicurezza del comune di Milano e l’avv. Mirco Rizzoglio, legali dei lavoratori licenziati, e Massimo Gatti, capogruppo in Provincia di Milano per la Lista un’Altra Provincia Prc Pdci.

Saranno anche proiettati brevi filmati.

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