Gianni Mura racconta “I miei campioni” a Bologna con altri campioni

Redazione Controcampus 16 Giugno 2012

La Repubblica delle Idee, la quattro giorni di incontri con i giornalisti di "La Repubblica", che si sta svolgendo a Bologna, entra nel vivo e parla anche di sport: Gianni Mura racconta “I miei campioni”.

Lo fa con la sua firma più autorevole, Gianni Mura, che nella giornata di ieri, nel cortile dell’Archiginnasio, ha tenuto un incontro dal titolo “I miei campioni”.

Nei pomeriggi di giugno, a Bologna, non vorresti mai uscire di casa, a maggior ragione se dotata di condizionatore, ma avere l’opportunità di ascoltare personaggi come Gianni Mura non capita tutti i giorni.

È questo che hanno dovuto pensare i tanti spettatori, tra cui spiccava anche una splendida Concita De Gregorio, che affollavano il cortile dell’Archiginnasio già a partire dalle 16.30, con un sole che picchiava come non mai.

La Repubblica delle Idee: Gianni Mura racconta “I miei campioni”

L’incontro in cui Gianni Mura racconta “I miei campioni”, con Giuseppe Smorto, nelle vesti di intervistatore, su quelli che, per il giornalista milanese, sono stati i personaggi che hanno fatto la storia dello sport e dello spirito sportivo mondiale. Una vera e propria lista, tanto che lo stesso Smorto scherzosamente ha affermato: “Me l’hai dettata per telefono”, rivolgendosi a Mura.

Visto l’inizio dell’Europeo di Calcio, il primo argomento non poteva che essere la Nazionale: Mura è apparso abbastanza impietoso, definendola: “Una squadra abbastanza media come qualità, che rispecchia l’impoverimento del nostro calcio”. Il solo, che a detta di Mura e Smorto, può essere considerato un campione è Andrea Pirlo. L’unico regista che ha l’Italia ma che, a causa della solita mentalità all’italiana, viene apprezzato più all’estero che in patria.

Una critica questa in cui Gianni Mura racconta che è ricorsa più volte durante l’incontro, specialmente quando si è parlato di “numeri dieci” e di Bearzot, CT degli Azzurri campioni del mondo in Spagna nel ’82.

Accantonato il capitolo Nazionale si è passati alla lista dei “campioni”. Lista composta da nomi importanti, che hanno fatto e fanno parte del mondo sportivo italiano e mondiale: Gigi Riva, Beppe Viola, Zola, Scirea, Bearzot, Tommasi, Maradona, Bulgarelli, Josefa Idem, Zatopek ecc.. Insomma, c’è n’era per tutti: dal calcio, al canottaggio, passando per l’atletica e il giornalismo sportivo.

Tornando al calcio –  ha proseguito Mura, parlando di Riva – ci troviamo di fronte ad un mondo sempre più commerciale: “Gigi Riva è il simbolo di una forza pulita che ha sacrificato due ginocchia per l’Italia. Si impegnava sul campo perché non c’era un guadagno extra-calcistico. Il presente ed il futuro dello sport è e sarà il fattore economico, gli sponsor”.

Argomento quello in cui Gianni Mura racconta, che ritorna sempre più spesso nei dibattiti televisivi sul calcio: il guadagno visto come fine ultimo dello sport che rovina lo spirito stesso della competizione. È lo stesso Mura che lo ha sottolineato portando un esempio concreto “Quando Rocco fu richiamato al Milan, la differenza tra lo stipendio di un operaio e il suo era di 1/15, oggi si parla di 1/600”, cifre altissime e ormai ingestibili dagli attuali presidenti dei club italiani. Proprio per questo: “Il futuro del calcio, anzi dello sport italiano è – sempre più – in mano ad investitori stranieri”, ha chiosato Mura.

Una visione pessimista ma obiettiva della drammatica situazione che lo sport italiano vive, che va di pari passo con la scomparsa o l’allontanamento dei grandi campioni del passato: Bearzot, Zoff, Scirea (per citare i nomi della lista); tutti rappresentati di un Italia nobile, che sapeva arrangiarsi ed andare contro i poteri forti. Zoff, come Bearzot prima di lui, seppe non farsi risucchiare dalla tradizione tutta italiana per cui se vinci sei un campione e se perdi non vali nulla.

Bearzot, uscito vincitore dal mondiale del ’82, ebbe il coraggio di non accettare gli elogi da chi, fino ad una settimana prima della conclusione del torneo, lo criticava per la scelta di schierare Paolo Rossi (capocannoniere del mondiale ndr.). Così Zoff, nel 2000, ebbe il coraggio di opporsi alle critiche piovutegli addosso da Silvio Berlusconi, dopo la sconfitta patita in finale dell’Europeo contro la Francia.

Discorso differente, invece, è stato fatto per Gaetano Scirea. Difensore della nazionale, strappato al mondo, non solo calcistico, da un destino avverso, a seguito dell’esplosione della macchina su cui si trovava durante un viaggio in Polonia. Mura lo ha ricordato come un grande campione: elegante fuori e dentro il terreno di gioco, un “Cavaliere immacolato”. Talmente elegante che preferiva subire gol piuttosto che intervenire duramente sull’avversario; un giocatore che a 19 anni ancora non aveva deciso se proseguire la carriera calcistica o coronare il suo sogno e diventare maestro elementare.

Esempi, questi, di sportivi, uomini di calcio, che difficilmente potranno essere rimpiazzati e che il più delle volte vengono troppo velocemente dimenticati, anche per volere del “sistema” di cui facevano parte.

Continuando con la lista dei campioni, Gianni Mura ha dedicato una parentesi a Beppe Viola, compianto giornalista/scrittore/umorista italiano, considerato come colui che guardava lo sport in un modo diverso dal solito, riuscendo a non prendersi troppo sul serio. È proprio su questo punto che Mura ha riconosciuto una differenza tra il giornalismo sportivo di un tempo e quello attuale. In passato: “Il giornalista sportivo era considerato l’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia, adesso c’è troppa attenzione intorno allo sport”.

Una dichiarazione che rappresenta una chiara accusa a quanto accaduto in seguito alle frasi di Antonio Cassano, sulla presenza o meno di calciatori gay in nazionale. Per Mura, la FIGC ha mostrato poca furbizia, vista l’attuale situazione del giornalismo sportivo. Quando si era paventata l’ipotesi che sarebbero state fatte certe domande: “Cassano e altri tre o quattro sarebbero dovuti andare al cinema”. Un’accusa, più o meno velata, sia sul modo di gestire le situazioni da parte della FIGC, considerata sempre più in balia dello strapotere della Lega Calcio, sia sul modo di fare giornalismo, che punta sempre più allo scoop e allo scandalo, derivato dalle dichiarazioni dei calciatori.

Per chiudere il discorso calcio: una menzione speciale, Gianni Mura, l’ha dedicata ai “numeri dieci”: i fantasisti, quelli che danno qualità e spettacolo allo sport, bistrattati dal calcio per un decennio intero, dalla metà degli anni ’80 alla metà dei ’90.

È un ragionamento molto interessante per chi nello sport, che sia calcio, tennis ecc.. vede nella classe, nella tecnica, il vero spettacolo, ridimensionando il fattore fisico. È proprio in questo contesto che si è inserito il parallelismo proposto da Smorto: Sara Errani – Gianfranco Zola: due atleti “piccoli” ma dotati di grande classe, grazie alla quale sono riusciti a farsi apprezzare a livello mondiale.

Parlando ancora di “numeri dieci”, non poteva mancare Maradona. Diego, a differenza di Messi (considerato da Mura più un giocatore da playstation), ha tirato fuori la sua classe da una situazione familiare e sociale complessa: “Contro cui ha dovuto combattere e da cui era riuscito ad uscirne, prima di ricaderci negli anni ‘90. Messi ha avuto una vita più facile.”, ha concluso il giornalista milanese.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto