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19 giugno 2012

Harward premia l’Italia

Gli italiani Livio Valenti e Fiorenzo Omenetti si sono aggiudicati il primo Grand Prize of the Inaugural President’s Challenge, il concorso che mette insieme scienza e sostenibilità.

La Vaxess Techologies, la società fondata da Valenti, appena 27enne, studente e ricercatore insieme di Politiche Pubbliche presso la Harward University e da Omenetti, professore di ingegneria Biomedica alla Tufts Univesity, è stata premiata dal presidente della Harward in persona: Drew Faust.

All’origine del loro progetto rendere possibile il trasporto dei vaccini acnhe e soprattutto nelle zone più difficili, come i Pvs.

Per eliminare il problema della refrigerazione dei vaccini, i due scienziati italiani hanno pensato di commercializzare la tecnologia che sfrutta la fibroina, una proteina estratta dalla seta.

Grazie a questa tecnica, i vaccini saranno disponibili in qualunque parte del mondo. Difatti, una volta refrigerati, sarà più facile distribuirli laddove mancano le infrastrutture che ne semplificano il trasporto e la distribuzione.

L’elemento madre che ne permette tutto ciò, come si è detto la seta, dalla quale se ne estrae una proteina: la fribroina, capacità di proteggere i vaccini rendendoli resistenti alle temperature elevate. Tale proprietà permette di ovviare alla refrigerazione durante il trasporto e lo stoccaggio, allargando l’accesso all’immunizzazione per chi vive nei PVS o paesi del Terzo Mondo.

Reduce dell’esperienza lavorativa presso le Nazioni Unite, Livio Valenti, in un’intervista apparsa su TgCom24, chiarisce che: “due milioni e mezzo di persone, soprattutto bambini, muoiono ogni anno a causa di malattie prevenibili con una semplice iniezione che costa pochi centesimi: questo è semplicemente inaccettabile”.

Con un assegno di 70.000 dollari e un alloggio per la Vaxess nel nuovo Harward Innovation Lab, il presidente dell’università di Boston ribadisce che “queste idee, nate dall’interdisciplinarietà, hanno la potenzialità di risolvere in modo innovativo i problemi più complessi con cui oggi si confronta la nostra società”.

I due studiosi, si dicono soddisfatti e orgogliosi di rappresentare l’Italia, ma soprattutto si sentono eticamente impegnati a diffondere i benefici della ricerca, generando un connubio tra scienza e sviluppo sostenibile.

 

 

 

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