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17 giugno 2012

Il campionato europeo degli studenti Erasmus

L’8 giugno si è dato il via al campionato europeo di calcio 2012, noto anche come Polonia-Ucraina 2012, in omaggio ai Paesi ospitanti e organizzatori dell’evento calcistico.

Da un paio di settimane dunque, i tifosi di tutta Europa si sono sintonizzati per seguire la propria nazionale in campo, pronti a supportare i propri giocatori con tutto il calore, la passione e l’entusiasmo possibile.

Si parla di tifosi è vero, ma quando si tratta di “nazionale” si diventa tutti un po’ ultrà e fanatici del football!

Con il campionato europeo, che abbraccia i primi mesi caldi dell’anno, si è dato il via alle rimpatriate cogli amici, ai barbecue e i vecchi maxi-schermi sono stati spolverati per l’occasione.

E se il sentimento patriottico raffiora magicamente con gli europei di calcio, anche laddove si vive la peggior crisi del secolo, sentendosi per la causa tutti cittadini di uno stesso Paese, l’euforia aumenta quando si è lontani da casa e la partita la si va spesso a vedere nella bocca del lupo!

E’ il caso dei nostri studenti Erasmus, che quest’anno vivranno il campionato in terra straniera e si faranno portavoce della bandiera all’estero.

Tricolori disegnati in viso, bandiere fatte spedire da mammà per l’occasione, tutto pronto affinchè si marchi il tratto distintivo italiano.

Per lo studente erasmus si parla però di doppio sentimento di appartenenza, perché è vero che si rimane italiani ma non si può non fare il fare il tifo per il Paese nel quale si vive, soprattutto se si è venuto a creare un attaccamento affettivo con questo, purchè, sia chiaro, il Paese ospitante non si faccia avversario!

La competizione aumenta invece cogli amici non italiani coi quali si sta trascorrendo questo soggiorno all’estero e ogni occasione diventa allora buona per vantare successi e vittorie passati o per battibeccare sugli stereotipi di ciascun Paese, il tutto in una atmosfera di festa tipica della vita erasmus!

Un campionato europeo di calcio particolare dunque, quello degli studenti all’estero, che si fanno da un lato rappresentanti del Paese di appartenenza e dall’altro si sentono figli di una grande comunità europea.

 

 

 

 

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