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22 giugno 2012

Il Dittatore: con Sacha Baron Cohen si ride di gusto

E’ uscito il 15 giugno il nuovo film della coppia Sacha Baron CohenLarry Charles, Il Dittatore. Si tratta dell’arrivo in sala di una pellicola molto attesa firmata Paramount Pictures, che negli Stati Uniti ha fatto registrare in poche settimane il record d’incassi. E l’impressione è che sia anche una pellicola davvero riuscita.

Dopo le esperienze di Borat (2006) e Bruno (2009) la coppia è tornata a lavorare insieme in un film che presenta una maggiore articolazione dei precedenti. Se con Borat infatti il duo comico aveva realizzato un film d’evasione in stile documentaristico, tutto incentrato sulla figura del falso giornalista kazako, Il Dittatore presenta una sceneggiatura più articolata dei precedenti e soprattutto dalla vena satirica più arguta.

E’ un film, questo, che si compone di più livelli: di riflessione politica, satirico e d’amore, che riesce a bilanciare gli ingredienti senza mai scadere nella banalità e riesce anche ad indurre una riflessione sui sempre controversi concetti Democrazia, Libertà e Stato senza mai rinunciare alla risata, a volte facile, è vero, ma mai vuota e fine a se stessa.

L’attualità del tema è innegabile: la nazione nordafricana di Wadiya è una brutta copia dell’attuale Dubai, dalle grandi potenzialità ma attanagliata nella morsa di una schiacciante povertà. La principale causa è il potere oppressivo-dittatoriale del Generale Haffaz Aladeen (Sacha Baron Cohen) che si definisce “l’indemocraticamente Leader eletto dalla sua gente”. Durante un discorso presso il palazzo delle Nazioni Unite di New York il Generale Aladeen subirà un silenzioso colpo di Stato orchestrato dallo Zio Tamir (un ottimo Sir Ben Kingsley) suo consulente personale e a capo della polizia segreta di Wadiya.

La prospettiva satirica, comica e grottesca con cui Cohen e Charles trattano il tema della “Primavera Araba” non si discosta poi tanto dalla realtà venuta a galla in quest’ultimo anno di rivolte contro i regimi autoritari in Africa e Oriente. Questo film è iniziato più di due anni fa. – ha affermato il regista Larry Charles alla Cbs – Il fatto che la ‘Primavera Araba’ sia esplosa proprio mentre stavamo realizzando il film, ci ha davvero toccato da vicino, soprattutto riguardo le locations e la programmazione delle riprese. Ma volevamo concludere il progetto, seppur guardando i notiziari pensavamo quanto fosse inquietante”.

Come sempre Cohen ha plasmato un personaggio sulla realtà (il personaggio è ispirato ai maggiori dittatori dei nostri tempi) e soprattutto calato nella realtà. La capacità istrionica del personaggio ha fatto sì che anche questa volta i tentativi di calare il Generale Aladeen in contesti reali siano andati a buon fine. Attraverso la partecipazione a passerelle, meeting e interviste con giornalisti inconsapevoli dell’inganno (ed evidentemente anche dell’inesistenza dello Stato di Wadiya), Cohen porta la sua comicità anche al di fuori dello schermo, contribuendo a smascherare una realtà che spesso si fa più grottesca della stessa finzione. Il confine fra realtà e finzione con il comico statunitense si fa sempre più labile fino a confondersi. E ci si rende conto di essere di fronte ad uno degli attori comici di maggior talento della contemporaneità.

Nel cast, ci sono anche Anna Faris nei panni di un’attivista ecologista intorno alla quale ruota la storia d’amore, John C. Reilly, Sayed Badreya e Jason Mantzoukas. Compaiono in piccoli cameo anche Edward Norton e Megan Fox.

 

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