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16 giugno 2012

Il meglio deve ancora venire

Grande show di Ligabue al festival La repubblica delle idee a Bologna. Uno sguardo tra presente e futuro

52 anni e non sentirli? No, non proprio. I 22 anni passati dal primo album hanno trasformato un rocker incosciente in un artista maturo, consapevole e, malgrado la mezza età, rivolto incondizionatamente al futuro.

È un Ligabue che si mette a nudo quello che si presenta a Bologna alla
Repubblica delle idee, che ripercorre le varie tappe del suo passato per rileggere il futuro.

Un cantante atipico, come afferma lui stesso, per aver cominciato la sua folgorante carriera artistica a 30 anni, quando molti smettono, dopo esser passato dal fare il contadino al meccanico, dal consigliere comunale al ragioniere.

Questo forse il motivo che ha permesso a Ligabue di non perdere la testa, di mantenere il contatto con la sua terra, i suoi amici di sempre, che fanno da sfondo alle sue più belle canzoni.
Canzoni che sono infatti rimaste nel cuore dei fan, spesso vissute e capite più che da Luciano stesso. In centinaia infatti i fan più o meno giovani che hanno reso omaggio al rocker nella sala del podestà di piazza re Enzo.

E in un clima di forte incertezza per il futuro, Liga vuole lanciare un messaggio di speranza, di coraggio. Il meglio deve ancora venire, sperando che lo faccia il fretta.

E la musica? Liga si professa adepto del rock’n’roll, una musica di energia e vitalismo, che la successiva ondata nichilista di Morrison e Hendrix ha oscurato.
Ma è cambiato proprio l’approccio ad essa. Manca l’emozione e il feticcio del cd acquistato e vissuto in ogni sua nota, ormai la musica si ascolta mentre si leggono le mail.

La musica però non deve diventare un sottofondo, deve diventare spinta per il cambiamento. Una bandiera a colori, dice Liga, che lui e gli altri artisti hanno il dovere di sventolare.


 

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