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21 giugno 2012

“Il tempo e il Materiale”: Scatti per la memoria!

Inaugurata ieri nello spazio delle Fotoforniture Guido Sabatini a Roma la mostra fotografica “Il Tempo e il Materiale: Il laboratorio di plastica e scultura a Cinecittà” di Alessandro Cidda! I bellissimi scatti saranno visibili al pubblico dal 21 giugno al 29 settembre 2012 da lunedì al venerdi: 9:30-13:00/ 15:00-18:30 e sabato dalle 9:30- 13:00 in via Germanico 168/a.

Una mostra che scava dentro gli archivi De Angelis, da quattro generazioni a Cinecittà, nell’epoca d’oro, quando ancora il cinema dava lavoro. Il fotografo romano si addentra con maestria nei capannoni della famiglia De Angelis e con il suo obiettivo riporta alla luce le statue che sembrano animate, insieme a pezzi di scenografia, calchi di resina e gesso. Una frase molto importante posta all’ingresso del laboratorio “Apprezza il materiale e il tempo”  ha suggerito il titolo della mostra, scritta voluta dal papà di Adriano De Angelis. E’ stato pubblicato un libro in occasione dell’esposizione  in edizione limitata di 100 copie edita Fotosociografia.  Un’occasione unica per gli amanti della fotografia e del cinema, ma  anche dell’arte in genere, per riscoprire un patrimonio artistico e culturale che appartiene al nostro passato, ma che potrebbe tornare ad essere il nostro futuro! Noi di Controcampus eravamo all’inaugurazione  e abbiamo fatto due chiacchiere con Alessandro Cidda.

Com’è nata l’idea di questa mostra?

Alessandro Cidda: ” Fondamentalmente io vengo da una famiglia di artigiani, mio padre è un artigiano ho conosciuto De Angelis che oggi è il titolare di Cinears. Ci sono parecchi legami che mi hanno portato ad addentrarmi con la macchina fotografica in questo luogo che conoscevo già.  In età adulta però, questo è un lavoro di un pò di anni fa,  ho ritenuto giusto dare una testimonianza ovviamente con il mio occhio, con la mia sensibilità senza voler essere pretenzioso! L’ho ripreso per quello che era nel momento in cui ho avuto accesso a questo posto. Non è stato toccato nulla, nessuna statua spostata, tutto naturale, in “presa diretta”. Con Adriano ho avuto molti colloqui e sono emersi i problemi del suo mondo che sono anche i nostri ahimè! Cinecittà era il simbolo del cinema italiano nel mondo e a quei tempi lavorava gente come De Angelis e quindi tutto ciò  mi ha portato a fare un’investimento, sono riuscito a pubblicare un libro e questa mostra. Spero che abbia il giusto risalto e che lanci un messaggio positivo!”
Progetti futuri?

A.C: “Mi piacerebbe andare ad indagare i luoghi del cinema che stanno scomparendo seguendo questo filone, ad esempio il mondo della Sartoria mi interessa molto, però devo avere accesso a questo mondo che non conosco!”

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