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28 giugno 2012

La Cannabis tanti vantaggi?

A volte dai posti più inaspettati giungono le grandi novità. Potrebbe essere visto anche come un grande cambiamento soprattutto per i più golosi. A scoprirlo un pizzaiolo pugliese di Grottaglie in provincia di Taranto. Si tratta della pizza cannabis.

È stata creata con una nuova ricetta e con un impasto del tutto nuovo, infatti, viene utilizzata la farina della Cannabis sativa. Da questo ingrediente proveniente dalla canapa si possono ricavare molteplici benefici ma il principale è il suo minimo contenuto di carboidrati oltre al fatto di essere molto ricca di antiossidanti e di proteine.

Ad usarla sono soprattutto gli sportivi con la loro rigida e controllata alimentazione. Devono infatti avvalersi di prodotti consoni alla loro attività e questo tipo di farina sembra essere la più corretta alle loro esigenze.

L’ Associazione Pizzaioli Professionisti interessata a questo tipo di prodotto la propone durante i suoi corsi di valutazione e di formazione. Lo scopo è quello di arrivare a delle nuove e originali soluzioni. Soluzioni moderne, mixate e alternative.

La novità verrà sicuramente apprezzata dai più esperti in ambito culinario ma anche dai più golosi. Essendo questo tipo di pizza meno calorica. Essa può quindi non costituire un grave problema alla nostra linea.

Questo tipo di farina però potrebbe costituire anche altri vantaggi. Potrebbe infatti costituire una soluzione o comunque un modo per attutire la crisi e trarne un certo vantaggio. La decisione è stata elaborata da un piccolo paesino con appena 812 abitanti nella provincia di Tarragona e più precisamente nel comune di Rasquera.

Rasquera è un piccolo centro agricolo che vuole risolvere questa forte crisi con un’alternativa controcorrente. La soluzione consisterebbe nel cedere dei terreni all’associazione barcellonese ABCDA. Un’organizzazione antiproibizionista interessata alla coltivazione della cannabis con più di 5000 iscritti. Si tratta di un progetto supportato da un forte appoggio legale che, però, ha suscitato un forte contrasto con le autorità di governo per quanto riguarda la salute pubblica.

L’idea, quindi, nasce in Spagna dall’associazione barcellonese per l’autoconsumo di Cannabis, ABCDA. Associazione con finalità ludico –terapeutiche potrebbe davvero risolvere i problemi della Spagna o comunque le sorti di alcune entità minori. Rasquera ormai non ha più soldi nelle casse nemmeno per pagare il servizio di raccolta dei rifiuti. L’organizzazione porterebbe per la chiusura del contratto 36.ooo euro, 550.000 euro all’anno per l’affitto di alcune terre e per eventuali complicazioni a livello legale. Un progetto che quindi potrebbe presentare delle lacune giuridiche.

Sarebbe davvero una grande conquista per il comune anche perché darebbe lavoro a ben 50 famiglie. Un numero non irrilevante se si prende in considerazione la sua demografia. Sono solo 812 abitanti. Il comune inoltre diventerebbe il principale fornitore per i 5. 000 iscritti all’ ABCDA.

Ma a contrastare il progetto è la legge spagnola. Questa stessa parla chiaro tutto ciò non è ammesso. “È  vietata la coltivazione, l’elaborazione e il traffico di droga” dal codice civile spagnolo. Però stando ad alcune statiche la Spagna sarebbe tra i primi paesi che fanno uso di droga.

Sono state combattute dure lotte ideologiche o legali. Tutte verranno però sfumate da ragioni economiche. L’economia, l’esigenza, la necessità forse prevarranno di nuovo.  È la miseria, la povertà che spinge a soluzioni nuove e drastiche e in fondo è la storia che c’è lo insegna. Anche molti e autorevoli economisti sono convinti di tale necessità.

Anche il sindaco di Rasquera è d’accordo con l’iniziativa: “ Soluzione che potrebbe risanare le casse comunali sulle quali pesa un debito di 1,3 milioni di euro”. Queste terre in fondo non vengono utilizzate il loro modo per sfruttarle sarebbe più che redditizio e quindi gli abitanti non fanno altro che salutare positivamente questo grande progetto.

Chi sostiene questo progetto è essenzialmente per  un solo motivo le inconcludenti e fallimentari politiche adottate per la criminalizzazione delle droghe. I vantaggi, paradossalmente sarebbe proprio la riduzione del crimine organizzato, riduzione di comportamenti violenti riguardanti la vendita e la gestione della produzione e ovviamente introiti per le casse pubbliche.

La Spagna, come la California, si era già mostrata precedentemente favorevole alla coltivazione della marijuana a scopi terapeutici. In California va avanti dal 2009 la lotta ad una completa liberalizzazione. Situazione che poi si è estesa anche ad altre città degli Stati Uniti. La California si trova nella medesima situazione iberica con l’unica differenza che non deve fare i conti con i parametri di Bruxelles.

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