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18 giugno 2012

La Tuscia, cfu per il volontariato studentesco

Quando il valore aggiunto sono gli studenti non si può dubitare del successo che un’iniziativa può ottenere e ciò che è accaduto all’Università della Tuscia di Viterbo lo dimostra inequivocabilmente.

Sotto proposta degli stessi universitari è stata avviata un’attività di volontariato che ha come obiettivo quello di sostenere e tutelare gli interessi di coloro che tutti i giorni frequentano i corsi e studiano per diventare qualcuno, per crescere non soltanto a livello formativo ma per essere riconosciuti promotori di un sano valore umano.

L’assessore Delegato ai Rapporti con l’Università,  Chiara Frontini, non ha mancato di ostentare soddisfazione ed entusiasmo ribadendo quanto sia fondamentale e gratificante per l’ambiente accademico, assistere ad una così forte coesione del movimento studentesco e non stavolta per motivi di protesta e dissenso.

Esperienze di vita e valori che si mescolano e si intrecciano, logiche che vanno oltre lo status sociale, che vanno oltre gli obiettivi accademici da perseguire e gli inevitabili contenuti nozionistici da assimilare e far propri. Qui si parla anche di crescita personale, di inserire nel proprio bagaglio capacità e abilità da vendere poi al mercato del lavoro insieme alla propria professionalità. Perché crescere come individuo è la base per perseguire obiettivi strategici.

Il Senato Accademico della Tuscia ha deciso peraltro di riconoscere crediti formativi per attività di volontariato; finalmente una linea di pensiero condivisa tra il mondo studentesco e gli organi accademici; un importante allineamento agli standard europei per migliorare l’immagine dell’università italiana.

Spronare ed incentivare gli studenti ad attività di sostegno è la mossa vincente, credere nell’istruzione sostenendo chi ha più bisogno è la spinta giusta per promuovere cultura.

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