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12 giugno 2012

L’Università Nazionale di San Martin e l’Istituto Nazionale di Tecnologia Agrozootecnica per “Rosita la mucca dal latte simile a quello materno umano!”

I ricercatori dell’Universita’ Nazionale di San Martin (Unsam) e dell’Istituto Nazionale di Tecnologia Agrozootecnica (Inta), annunciano uno straordinario risultato della loro ricerca, una mucca clonata lo scorso anno in Argentina, con geni umani e bovini, ha iniziato a produrre latte simile a quello materno umano, incredibile ma vero!.

Rosita è nata con un parto cesareo dovuto al fatto che alla nascita pesava 45 chilogrammi, il doppio di un bovino normale, e possiede geni umani in grado di produrre sostanze normalmente non presenti nel latte vaccino, ma in quello delle nostre mamme.

Questo successo, affermano gli scienziati orgogliosi dell’impresa, è dovuto inserendo nel genoma della mucca, i due geni umani che producono le proteine di lattoferrina, una proteina che rinforza il sistema immunitario, e la lisozima, un’altra sostanza antibatterica, presenti nel latte materno ed essenziali per l’alimentazione del bambino. Questo risultato probabilmente potrebbe dare un grande aiuto a quello che  purtroppo è fatto noto, della non “digeribilità” nei bambini verso il latte materno, sebbene sia importante nella vita del neonato per creare soprattutto le sue difese immunitarie. Di conseguenza chi non può allattare al seno si vede costretto a sostituire il latte materno con quello artificiale.

Un animale che sembrava solo pochi anni fa spacciato, rischiando l’estinzione, ora vive un momento di grande riscossa e che addirittura ad oggi si trova all’improvviso essere quasi una star! Anche se i ricercatori dell’ Università di San Martin affermano che questo é il primo caso del genere al mondo, in realtà come ricorderete, anche dalla Cina è venuto un annuncio simile riguardante gli scienziati della Chinàs Agricultural university di Pechino, che hanno affermato di avere un’intera mandria di 300 mucche transgeniche che già producono un latte simile a quello umano, di cui si stanno testando le caratteristiche.

Nonostante il ricercatore dell’Istituto sudamericano, Adrian Mutto e il ricercatore German Kaiser, del gruppo di biotecnologia della riproduzione dell’Inta, ha precisato in merito che non si punta a sostituire il legame madre-figlio durante l’allattamento, ma che tale latte è destinato ai neonati che, per i più diversi motivi, non hanno accesso a quello delle madri, solleva un interrogativo generale: ma siamo sicuri che questo sia davvero un passo avanti?

No, secondo la Coldiretti, che tiene alto il livello di scetticismo, in quanto è dubbiosa per i dati riportati dalla ricerca di Eurobarometro che afferma che quasi 3 italiani su 4 non metterebbero mai nel biberon il “latte transgenico” delle mucche clonate, ma che lo scarterebbero per quello d’asina! Quindi alla luce di questo risultato, parlando in termini sportivi, per adesso: asini 1- “mucche Rosita” 0!

 

 

 

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