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2 giugno 2012

Padre Lombardi: “Non ci sono 5 cardinali indagati”

Padre Lombardi
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Continuano le onde sismiche nel Vaticano iniziate ormai settimane fa, voci e scandali che stanno facendo tremare i palazzi della Santa Sede. le dichiarazioni di Padre Lombardi.

Dopo il caso del maggiordomo di Benedetto XVI, finiscono nel registro degli investigatori cinque persone a cui pare si contestano i reati di furto aggravato, attentato alla sicurezza della stato vaticano e ricettazione.

La Chiesa fondata da Cristo sul primato pietrino vacilla dopo anni di scandali sessuali e abusi sui minori; adesso il Papa deve fare conto con la realtà interna al Vaticano stesso. E proprio sull’inchiesta legata a Paolo Gabriele, suo ex collaboratore, il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi smentisce le voci sui cinque cardinali finiti tra le indagini legate alle carte trafugate del Papa : «sono state sentite e interrogate altre persone. Ma non c’è nessun altra persona trattenuta in arresto».

Intanto Benedetto XVI si trova a Milano per la visita pastorale, incontrando migliaia di fedeli accorsi nel capoluogo lombardo per l’incontro con le famiglie. Ed è stato proprio il Pontefice, chiudendo il mese mariano di maggio, a pregare per la famiglia numerosa e spesso farisea del Vaticano: «La “famiglia” della Santa Sede serve la Chiesa universale».

Pura fantasia dunque le voci di questi giorni sui presunti cinque cardinali secondo padre Federico Lombardi. Non ci sarebbero altre persone legate alla vicenda Gabriele, né cardinali né altre figure. Smentite anche ogni ipotesi di lotta per detenere il potere nei palazzi apostolici : «Sono interpretazioni –si apprende su adnkronos- che esulano dall’inchiesta, non ho nessun motivo per dare spiegazioni del genere, anzi, è esagerato e non fondato il modo di leggere questi fatti ».

Il Pontefice è straniero a casa sua, quasi prigioniero come fu Pio IX. Prigioniero del potere, dello scandalo –o gli scandali – che sta accompagnando il suo pontificato. E Padre Lombardi spiega ai giornalisti di mantenere il sangue freddo per queste vicende, affermando che non esiste il «gruppo di cinque relatori guidati da una donna che riferirebbe al Papa sull’andamento delle indagini sui sospetti e su altri aspetti dell’inchiesta».

Spuntano ombre sul segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone, una delle figure più vicine a Benedetto XVI, il quale dovrà rispondere di abuso della delega papale nei rapporti coi vescovi, mancanza di chiarezza nella gestione dei fondi della banca Ior e il condizionamento esterno nella guida del governo vaticano.

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