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1 giugno 2012

Palermo, riapre Palazzo Belmonte Riso

Nei giorni scorsi è riaperto a Palermo Palazzo Belmonte Riso con la presentazione della collezione permanente del Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea. Il percorso espositivo curato da Francesco Andolina segue un arco cronologico di circa sessant’anni (dal 1954 al 2010) rappresentato da circa cinquanta opere di artisti siciliani e stranieri.

La prima sezione “La Sicilia oltre lo stretto: il riconoscimento internazionale” presenta i lavori di grandi protagonisti della stagione del secondo dopoguerra come Carla Accardi, Antonio Sanfilippo e Pietro Consagra, ma anche di Emilio Isgrò, celebre per il suo lavoro certosino di “sottrazione linguistica” e restituzione di un nuovo significato alla parola nella pagina stampata.

Segue “I protagonisti internazionali in Sicilia” con opere di Jannis Kounellis (la celebre installazione di armadi sospesi sarà visibile prossimamente nelle sale che attualmente ospitano la mostra temporanea “Più a Sud” dedicata a Lampedusa), Richard Long e Christian Boltanski. Quest’ultimo nel 2001 proprio a Palermo aveva presentato una mostra di grande impatto evocativo curata da Sergio Troisi nelle sale di Palazzo Branciforte, recentemente riaperto al pubblico.

La terza sezione “I luoghi, il tempo” mostra la riflessione artistica di autori come Giovanni Anselmo, Paola Pivi e Luca Vitone che in periodi diversi hanno riletto e interpretato il paesaggio siciliano.

La collezione si conclude con le “nuove proposte”, un’articolata ed eterogenea rassegna degli artisti che negli ultimi anni hanno dominato la scena artistica siciliana. Da Alessandro Bazan, Fulvio di Piazza e Andrea Di Marco, che per anni hanno condiviso lo stesso atelier, a Croce Taravella, ai giovani del Laboratorio Saccardi, Domenico Mangano e Canecapovolto. Non mancano artisti stranieri come il marocchino Mohamed ed Baz e il greco Vassilis Patmios Karouk che aprono nuove interazioni linguistiche ed espressive tra i paesi del bacino Mediterraneo.

La collezione permanente di Palazzo Belmonte Riso non ha un’univoca identità strategico-culturale consequenziale alla frammentazione dei diversi indirizzi perseguiti” scrive Andolina nel catalogo presentato in occasione della riapertura del museo, “e il filo conduttore può cogliesi quindi nell’intento di documentare il legame tra gli artisti e le opere con il territorio”. Una vocazione nobile che si colloca nel solco della tradizione tutta italiana di musei storicamente legati al proprio territorio e che, nel caso di Palazzo Riso, potrebbe aprire nuove prospettive su una Sicilia sempre più multietnica dove l’immigrazione, soprattutto dai paesi del Mediterraneo, costituisce una risorsa anche culturale.

La presentazione della collezione permanente è una buona notizia, non solo perché la sospensione dell’attività espositiva degli ultimi mesi e le dimissioni del direttore Sergio Alessandro avevano suscitato preoccupazioni sulla possibilità del museo di ripartire, ma anche perché sembra stabilire un punto fermo sulla direzione presa dall’unico museo palermitano dedicato all’arte contemporanea, dopo che gli altri due progetti presentati negli scorsi anni dal Comune ai Cantieri Culturali alla Zisa e dalla Provincia a Palazzo Sant’Elia sono stati per il momento abbandonati.

 

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