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4 giugno 2012

Quanto è importante avere un obbiettivo?

Obiettivo
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Si sente spesso dire che una persona con un obiettivo è più felice, più sicura di sè.

Perchè porsi dei limiti da superare, delle mete da raggiungere, ci sprona a impegnarci e muoverci, a creare nuove opportunità giorno dopo giorno. Che siano obiettivi nel lavoro, nello sport o nello studio, che siano piccoli e facilmente raggiungibili o a lunga scadenza, pare siano loro a farci “vivere meglio”. La preoccupazione più grande delle persone, nell’epoca in cui viviamo, è la mancanza di denaro per vivere dignitosamente e , di conseguenza, la mancanza di un lavoro stabile.

Ma, secondo uno studio condotto in America dalla Northwestern University, sarebbero proprio le persone con più denaro ad avere comportamenti “antisociali” e a cadere più facilmente nella depressione. In una serie di esperimenti effettuati su un campione di studenti, i ricercatori hanno esposto i partecipanti a situazioni e immagini di beni di lusso o a parole associate a idee di consumo e beni materiali.

Hanno scoperto che questi individui si dimostravano più competitivi e meno interessati a passare del tempo in attività di società rispetto al gruppo di controllo, suggerendo che un ambiente ricco di stimoli consumistici sia in grado di renderci meno socievoli. Vecchia storia, direte voi, quella dei soldi che non fanno la felicità. Forse troppo vecchia e troppo radicata nella nostra società è anche la risposta: “i soldi non faranno la felicità, ma di certo aiutano a vivere meglio”.

Ma non è così, o meglio i soldi possono essere uno sfondo comodo della vita, ma il segreto per un’esistenza felice è nascosto altrove. Che sia proprio nel muoversi, nel cercare sempre qualcosa che ci permetta di fronteggiare nuove situazioni, di conoscere nuove persone, di scoprire realtà diverse dalla nostra? E allora, cosa meglio del prefissarsi un obiettivo potrebbe spingerci a questo modo di agire, evitando di farci adagiare in una quotidianità improduttiva? Ma gli obiettivi, così come le passioni, non vengono da sole. Molti fanno l’errore di credere che ogni essere umano è “portato” per qualcosa, e che questo qualcosa prima o poi si manifesti da solo. Ma non è così: rimanendo a casa nessuno verrà a bussare alla porta proponendoci un corso di pittura, un avanzamento di carriera, o presentandoci una persona interessante.

Ci vuole impegno, soprattutto per uscire dalla prima fase di apatia. Il movimento crea movimento, e lo ribadiscono anche le nuove figure professionali dei “mental coach”. Essi aiutano le persone a trovare un equilibrio con la propria mente, attraverso il riconoscimento dei desideri più superficiali e di quelli più profondi. Tuttavia: abbiamo davvero bisogno di pagare qualcuno per spiegarci cose che in realtà il nostro corpo e la nostra mente riconoscono benissimo? Molte filosofie orientali consigliano di liberarci degli eccessi; ma molto pochi capiscono il vero significato di questa affermazione. Non vuol dire donare beni materiali e soldi, non comprare vestiti o ritirarsi in meditazione sull’Himalaya.

E’ piuttosto uno scremare dalla vita di tutti i giorni quello che non ci fa stare bene, e per farlo basta seguire le nostre sensazioni e diventarne consapevoli. Abbiamo la possibilità di fare tutto ciò che vogliamo, sta a noi trovare il coraggio per iniziare a muoverci.

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