“Quello che io metto in scena è quello che denuncio nel mondo”: intervista a Silvio Giordano

Redazione Controcampus 19 Giugno 2012

Un’eccellenza italiana ma soprattutto lucana, artista in continua evoluzione, si sviluppa nell’ambito dell’arte visiva tra cui video, fotografia, installazione, scultura e performance.

È Silvio Giordano. Ha raccontato di sé e della sua arte “provocatoria” in un’intervista tenutasi a Potenza nell’ambito del Festival delle 100 scale sul tema Spazio Relazione Corpo.

1.      Quando e come hai scoperto di voler diventare artista?

“Non l’ho scoperto. Era una vera e propria vocazione, indotta sicuramente  da parte della mia famiglia perché i miei genitori dipingono ed erano docenti d’arte. Quindi sono in qualche modo nato in un ambiente formato. Poi ovviamente se si vuol esser artista, bisogna uscire dalla propria vocazione e cercare di sperimentare nuovi linguaggi.

Se avessi solo  disegnato  non ci sarebbe stato spazio per altri linguaggi come  la psicologia, filosofia e il mio lavoro ne avrebbe risentito.. Un artista contemporaneo deve insomma uscire dal proprio recinto di regole e quindi dalle proprie vocazioni, soltanto così può fare ricerca”.

2.      La tua arte. Definiscila con tre aggettivi.

“Sarcastica, concettuale e inquietante”..a breve ci sarà un nuovo aggettivo per le mie opere Crudele.”

3.      C’è qualche relazione tra la tua vita personale e le tue opere?

“Si, perché quello che io metto in scena è quello che in qualche modo denuncio nel mondo. I miei lavori hanno quasi tutti uno sfondo sociale, ed ogni volta,  quello che non mi appartiene, non mi piace e da cui voglio distaccarmi, lo metto in mostra con le mie opere. Un’opera è forte quando è di tutti. Chi mette paletti è alla stregua di Hitler, lui era un pittore,  voleva fare l’artista a tutti i costi  e si era messo l’etichetta di “critico supremo d’arte” Aboliva tutto ciò che era disturbante e non bello. Un po’ come fanno i critici d’arte in Italia. Un Integralismo di fondo dittatoriale.  Detto questo è  importantissimo che un’artista abbia uno spazio a sua disposizione, quindi un luogo proprio, che io non utilizzo per appendere un bel quadro ma bensì per fare comunicazione e cercare di creare un ragionamento”.

4.      Di solito c’è sempre un autore o artista a cui ci si ispira, che ci ha affascinato e da cui abbiamo capito la nostra inclinazione. A chi ti sei ispirato all’inizio della tua carriera? Ed ora a chi ti stai ispirando?

“Gli artisti sono tanti, di diverso tipo, non ce n’è uno in particolare.Io sono tutti. Perché tutti si sono formati con le idee di altri. Mi piacciono molto gli artisti inglesi, ma in linea di massima mi piacciono tutti gli artisti che provocano e fanno un lavoro forte che possa suscitare qualche reazione/emozione o soprattutto una criticità nel fruitore”.

5.      Quali caratteristiche devono avere i tuoi prodotti artistici per essere considerati belli?

“Diciamo che non mi baso mai su un lavoro che sia bello semplicemente. Quando un’opera è bella ti prendi una pacca sulla spalla e ti dicono:- «Ok, sei bravo, sei riuscito a realizzare qualcosa di bello!». A me questo non interessa, mi importa invece che in un lavoro ci sia la denuncia; come faccio a capirlo?

Lo capisco quando riesco a tradurre quello che accade nel mondo e riuscendo ad inserire simultaneamente tutti e due i linguaggi: il concetto e l’estetica. Un’opera è incisiva se ha sia l’estetica, sia un contenuto forte. Se è solo estetica, cioè solo bella, ricollegandomi alla domanda, non scavalca quei confini della mente necessari per apprezzarla fino in fondo, molti artisti dicono che già l’immagine è un concetto, per me è solo un grande malinteso questo. Io voglio rifarmi a questa frase..” Il mondo non è uno spettacolo ma un campo di battaglia”  Giuseppe Mazzini.

 

6.      Potendo raffigurare Potenza, tua città natale, quale sarebbe uno scatto per identificarla?

“Uno scatto per identificare Potenza, sarebbe una famiglia, di amici, colta ma seduta sul cemento”.

 Ad identificare lo stallo della città?

“No, è una questione visiva, in mezzo a questo bosco stupendo  con una luce sublime,  c’è questa colata di cemento che è Potenza. Su questa colata di cemento però, ci sono delle persone bellissime. Si perché la città non dipende soltanto dalla sua estetica. Una città è importante per le persone che ci vivono. È la società che fa una città. Non viceversa”

Molta della  mia cultura, anzi direi erudizione, in quanto sono autodidatta, viene  soprattutto dai miei amici, che sono tutte persone che si interessano di musica, di arte  sempre con un libro sottobraccio. ecc.. e io ho assorbito da loro, è stata la mia fortuna,  quindi Potenza per me è molto importante, e non ti nego che ho avuto più ansia da prestazione a fare una proiezione sotto le parole del Prof. Umberto  Galimberti proprio perché ero nella mia città natale.

7.      Morbus Sine Materia II. Un secondo capitolo. Come si è evoluto rispetto al primo? Ci sono delle novità?

Morbus Sine Materia è la ricerca che sto facendo sul corpo, sul corpo inteso come culto del sé, vanità, doping,  malattia ecc.. Nel capitolo secondo, ho introdotto nuovi elementi come il concetto di psicopatologia cioè di malattie che riguardano la sessualità e l’aggressività e le ferite narcisistiche. Il sesso in questa società ha reso senza cuore troppe  persone. Oggettivato il corpo con il solo scopo di raggiungere un piacere per scacciare la noia.. Mi dissocio”

8.      Oggi, ritorno alle tue origini. Hai trovato una sensibilità diversa o minore qui a Potenza rispetto a Milano dove vivi?

“Se parliamo esclusivamente di Potenza e Milano, non vedo una grande differenza. Adoro sia Milano che Potenza. La differenza è solo numerica. Se ci sono dieci persone che organizzano un evento  a Potenza, saranno dieci eventi a cui partecipare, se a Milano ci sono trenta persone che organizzano un evento, ci saranno trenta eventi  a cui andare”.

 

9. La sensibilità invece del pubblico di Potenza è la stessa di quella del pubblico di Milano?

“La differenza è che ci troviamo in Italia e non saremo mai al passo con gli altri paesi come l’Inghilterra, Germania,ecc.. è un dato di fatto. Nietzsche però dice che non esistono fatti ma solo interpretazioni. Quindi mi assumo la responsabilità di sbagliare.

Nel nostro Paese non si investe sui giovani, sulla cultura,  l’Italia è un paese in totale declino, culturale ed ogni cosa ha sempre una inutile censura perché siamo pregni del cattolicesimo, qualsiasi cosa non va bene, qualsiasi immagine, un po’ più audace viene censurata, per tenere buoni i borghesi. E’ un paese di politici cleptomani con il crocifisso al collo. Ma cristo è morto è finita..è tempo di passare a parlar di cose serie.  

 

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. 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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto