• Google+
  • Commenta
1 giugno 2012

Retrofit, quando il futuro va di moda nel passato

Nel parlare di retrofit, si abbracciano, in realtà, svariati ambiti: da quello energetico, nel quale l’utilizzo di nuove tecnologie viene applicato a strutture preesistenti per consentire un risparmio di energia (elettrica o termica) a quello industriale, dove brevetti e progettazioni specifici vengono sono installati, ad esempio, in veicoli di grandi dimensioni per aumentarne la sicurezza su strada, come già su questa rivista era stato raccontato.

Ultimamente, tuttavia, il concetto di retrofitting (che in senso letterale indica l’aggiunta di nuove tecnologie o funzionalità ad un sistema obsoleto al fine di estenderne la vita utile),ha assunto anche connotati trendy.

 In prima linea fra gli esempi possibili, la recente rivisitazione in chiave high tech di oggetti di culto come il celeberrimo Commodore 64, iconico “trisnonno” delle moderne consolles di gioco: lasciandone intatta ed inalterata la scocca, una ditta statunitense ne ha, infatti, ripensato il contenuto, installando all’interno un modernissimo processore dual core della serie a basso consumo Intel Atom, consentendo ai nostalgici delle schermate bicolori di fine anni 80 di mettersi sulla scrivania un pc dall’incomparabile stile “retro” ma dalle prestazioni più che all’avanguardia.

Il caso più “eclatante” di retrofit di tendenza, dotato anche di una non trascurabile e più che mai attuale vocazione green, sembra essere, però, quello che ha coinvolto la DMC-12, meglio conosciuta ai più come la famigerata “DeLorean di Ritorno Al Futuro”.

Nella indimenticabile pellicola di Robert Zemeckis la macchina aveva il compito di trasportare nel passato (cioè nel futuro, avrebbe ribattuto Doc Emmet Brown) il giovane Marty Mc Fly, grazie al “flusso canalizzatore”, un congegno in grado di interagire con la dimensione spazio temporale alimentato da barre di uranio appositamente inserite in una specie di frullatore posto sul retro della DeLorean stessa (in mancanza di uranio, Doc era in grado di farla partire recuperando anche bucce di banana e scatole di uova da un cassonetto).

Ebbene, se nella realtà – non quella parallela che Marty si trovava ad affrontare nel circuito dello spazio-tempo, ma quella effettiva – la DMC-12 era spinta da un normale propulsore a benzina, ad oggi c’è chi ha voluto ripensare la gloriosa vettura dalle portiere “alate” in chiave ecologica.

Così, la New DeLorean Motor Company, dopo aver acquistato la licenza di produzione dalla precedente ed originaria proprietà ha messo in calendario per il 2013 l’uscita di una “moderna” DMC-12 con motore a celle elettriche dotato di una durata infinitamente maggiore del normale motore a scoppio ed in grado di rendere la vettura totalmente ecocompatibile.

Un’automobile cult ma non solo: osservando i dati relativi alle prestazioni si scopre che la “nuova” DeLorean (in tutto e per tutto rigorosamente fedele a quella del 1981) può superare i 200 km/h di velocità massima e staccare un tempo di circa 4 secondi per andare da 0 a 100 km/h (da 0 a 88 miglia orarie il calcolo è lasciato ai seguaci di Doc).

Certo, come per tutti gli oggetti alla moda probabilmente è ragionevole credere che la futura DMC-12 non sarà affatto a buon mercato (si parla di un prezzo stimato di circa 95 mila dollari contro i 30 mila euro della normale versione benzina usata), tuttavia l’iniziativa della casa costruttrice di impegnarsi nella produzione di un modello così particolare testimonia certamente un interesse crescente nei confronti del fenomeno del retrofitting.

Proprio nel 2011, peraltro, Enel, in collaborazione con la rivista Wired Italia e con la Fondazione eV-NOW!, aveva organizzato la Electric Race, una simbolica maratona da Milano a Roma che aveva per protagonista un’auto alla quale, nel migliore stile retrofit, era stato sostituito il motore con un impianto di alimentazione a celle elettriche: quale auto? Proprio una DeLorean! Grazie al progetto e-CarsNow, nato in Italia per sensibilizzare gli automobilisti rispetto alla conversione di veicoli a motore in veicoli elettrici, infatti, era stato possibile mettere su strada una DMC-12 acquistata usata, alla quale poi era stata riconfigurata l’intera alimentazione da benzina ad elettrica. Una dimostrazione assai efficace di come il retrofitting abbia quale scopo dichiarato proprio l’interazione tra idee moderne e progetti passati, quasi a creare un ponte capace di unire punti destinati a non toccarsi mai nel tempo, un po’ come era riuscito a fare attraverso la sua invenzione il nostro Doc.

Grazie a questo progetto italiano, chi sognasse un giro in una quanto mai futuristica DMC-12 senza doversi permettere un budget come quello necessario ad acquistarne una negli USA, può noleggiarla, finanziando l’attività di e-CarsNow che prosegue incessante malgrado le leggi italiane che, ancora oggi, non prevedono l’omologazione su strada di vetture convertite in auto elettriche (unico caso in Europa). Nell’attesa che venga creata una norma di riferimento, non resta, per chi volesse sentirsi un po’ Marty Mc Fly, che consolarsi con un giro di prova al termine del quale esclamare immancabilmente: “Grande Giove!”.

 

Buon viaggio nel tempo…



 

Google+
© Riproduzione Riservata