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25 giugno 2012

Scoperta archeologica della Sapienza: in Libia si utilizzava il latte già nel 5200 a.C.

La ricerca condotta da Stefano Biagetti e Savino di Lernia della Missione Archeologica nel Sahara della Sapienza (www.acacus.it), in collaborazione con Julie Dunne e Richard Evershed dell’Universita’ di Bristol (Uk), ha permesso di rinvenire su più  frammenti ceramici scavati in Libia sud-occidentale, nell’insediamento di Takarkori (datati tra circa 5200 e 4000 a.C.), tracce organiche di burro, a testimonianza di un uso antichissimo del latte vaccino.

Questa scoperta è fondamentale per delineare la storia della pastorizia, su cui abbondano pitture parietali ricche di dettagli interessanti, ma purtroppo di difficile datazione.

Rispetto al consumo e alla lavorazione del latte vaccino (trasformato in burro, yogurt, formaggio) si sa che già nel 7° millennio a.C. era in uso in Anatolia e a partire dal 6° millennio anche in Europa orientale.

Secondo quanto narra una leggenda, il formaggio sarebbe stato ottenuto per la prima volta casualmente da un mercante arabo il quale, durante un viaggio attraverso il deserto, avrebbe tentato di conservare il latte nello stomaco di un capretto sacrificato ancora lattante.

Il latte coagulò rapidamente, separandosi dal siero: la mucosa gastrica di capretti, agnelli e, in particolare, di vitelli lattanti, contiene infatti la rennina, un enzima che a temperature prossime ai 40 °C fa coagulare la caseina, che è la principale proteina del latte.

Dati più concreti provengono, invece dall’area mesopotamica, dove alcune tavolette di argilla, conservate al Vorder asiatisches Museum di Berlino,vennero ritrovate. Su queste tavole un anonimo allevatore sumero, vissuto oltre 3000 anni prima di Cristo, incise in alfabeto cuneiforme la sua contabilità, la consistenza del gregge e gli incrementi nella produzione di burro e di formaggio.

Tra leggende e realtà oggi, la missione archeologica della Sapienza fornisce dati fondamentali a delineare la storia della pastorizia: già nel 5200 a.C vivevano in Africa Centrale popolazioni in grado di sfruttare la trasformazione del latte in yogurt e formaggio per poterlo digerire, superando i problemi di intolleranza al lattosio.

Quest’informazione appare fondamentale per comprendere alcune mutazioni genetiche presenti nelle popolazioni del Centro Africa, come i Fulbe, dunque a gettare luce sull’evoluzione stessa della nostra specie.

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