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3 giugno 2012

Sistema scolastico italiano, da bocciare?

Ora più che mai gli studenti di ogni ordine e grado si domandano se valga la pena studiare in un Paese che non sa garantire un futuro ai giovani.

Il sistema scolastico italiano è scosso da riforme continue e contrapposte a seconda dell’orientamento politico che “domina” in un determinato momento.

La scuola il più delle volte è incapace di fornire agli studenti una preparazione valida, fatta da quelle competenze tecniche e conoscenze che il mercato del lavoro richiede.

È un sistema fatto da dirigenti troppo impegnati, insegnanti che svolgono la loro professione come un ripiego o un ulteriore lavoro per arrotondare, studenti parcheggiati troppo tempo nei templi della cultura, chinati su libri teorici lontani anni luce dalla realtà.

Si potrebbe definire come un sistema statico piramidale in cui è impossibile saltare classi o materie, una struttura che inculca una solida conoscenza teorica – generale, ma si discosta dalle pratiche attuali dimenticando che siamo ormai cittadini del mondo.

Al centro del sistema scolastico non ci sono gli studenti, ma i docenti con i rispettivi dirigenti.

Bisognerebbe rivoluzionare l’intero apparato scolastico, permettere a ogni singolo studente di poter approcciarsi alle materie di suo interesse, attraverso piani di studio ben accurati e programmati da docenti-guida. Sarebbe fondamentale offrire ai giovani la possibilità di trasformare le loro potenzialità in competenze spendibili in una carriera futura.

Forse quello italiano è un sistema che non sa guardare al futuro dei giovani, non sa avviarli ad una professione, non dà importanza al merito e all’impegno.

Ti laurei in tempo con il massimo dei voti, per poi scoprire che il mercato del lavoro non ti vuole. Non hai esperienza, non conosci alla perfezione l’inglese, non hai fatto un master perché costava troppo; e alla fine ti ritrovi con un pezzo di carta che vale meno dei soldi spesi per averlo.

In Italia carriera scolastica e carriera professionale sono due mondi che raramente si incontrano.

Dovremmo smettere di imitare solo i reality show dagli altri Stati e adattare i loro modelli di sviluppo funzionali alla nostra realtà italiana.

Studiare costa fatica, impegno, sacrificio, dedizione e perseveranza. Per fortuna la cultura non tradisce mai coloro che hanno creduto in lei e prima o poi ripaga tutti.

Forse tanti giovani meritevoli non avranno un futuro in Italia, perché qualcuno non sarà disposto ad offrirli un’occasione, ma altre nazioni sicuramente sapranno apprezzare la fiamma nei loro occhi e il coraggio nei loro cuori.

Immanuel Kant, infatti, ha detto: “Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza”.

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