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29 giugno 2012

Un’amazzone rivoluzionaria!

 Il suo nome è Dalma Rushdi Malhas e forse ai non avvezzi del mondo equestre sembrerebbe un nome immerso nell’anonimato, come molti altri…in realtà in questo nome si concentrano anni di lotte e di tentati sovvertimenti sociali; stiamo parlando di una ragazza che sta rivoluzionando le moderne leggi di un mondo molto complesso e complicato come il mondo arabo. Di origini palestinesi, nata nel 1992 in Ohio è a tutti gli effetti una delle tantissime donne che lottano quotidianamente per abbattere il duro muro composto dai datati e ancestrali dettami di una cultura dalle tante sfaccettature…soprattutto quelle più estremiste.

Nipote del defunto scrittore palestinese Nabulsi Rushdie Malhas, ha maturato la sua classe e la sua professionalità in anni di esperienza in tutto il mondo, affianco ai migliori tecnici mondiali (come l’italiano Duccio Bartalucci) arrivando a vincere la medaglia di bronzo alle Olimpiadi giovanili di Singapore. Adesso la sua nomina alle Olimpiadi 2012 di Londra fa tremare la squadra saudita in quanto, sarebbe la prima donna a sfondare il muro delle iniquità e a partecipare ad un evento di importanza internazionale come il fenomeno olimpico nella storia sportiva della squadra. La disposizione di far partecipare Malhas alle Olimpiadi di Londra 2012 è data al forte input del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che ha minacciato di escludere il Paese dai Giochi nel caso avessero presentato solamente atleti di sesso maschile ( non rispettando le odierne leggi sportive che prevedono un numero minimo di presenze femminili nelle delegazioni).

Ma nonostante l’impegno e gli sforzi da parte di comitati e movimenti, anche non appartenenti al mondo agonistico, è arrivato l’ultimo atto della vicenda. L’amazzone purtroppo non potrà prendere parte ai giochi olimpici in quanto non sono stati raggiunti gli standard minimi qualificanti per l’evento londinese di quest’anno, che dovevano essere inoltrati entro il 17 giugno. A causa di un infortunio della sua cavalla Caramell Ks, l’amazzone saudita non ha potuto completare l’iter qualificante e quindi, oggi arriva a Losanna la smentita da parte della FEI ( Federazione Equestre Nazionale) che rigetta la candidatura. Il comitato internazionale però, continua ed affianca la lotta della giovane, ricercando atlete in altre discipline sportive che potrebbero partecipare ai giochi. Insomma un altro esempio di grande coraggio, un altro esempio di come lo sport (equestre in questo caso) riesca a catalizzare energie positive e farsi portavoce di messaggi di cambiamento e rivoluzione culturale non di mediocre portata.

Questo è solo uno dei piccoli, ma grandissimi atti di sovvertimento di vecchi dettami che vedono in tutto il mondo, troppe donne sottoposte a stupide leggi e usanze a sfondo ora religioso, ora sociale , ora culturale. Saltare il muro dell’ingiustizia e dell’ineguaglianza non sarà cosa facile per le sportive di tutte le discipline del mondo arabo più conservatore… ma ogni piccolo atto anche isolato è catalizzatore di in se di una grande forza sovversiva. Indirizzato a tutti coloro che rintracciano nello stereotipo della donna araba solamente individui che non possono guidare un’auto, una bicicletta, o studiare accanto ad un collega di sesso maschile!

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