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3 luglio 2012

Afghanistan: i kamikaze colpiscono l’università

E ancora l’integralismo islamico persevera nelle sue credenze, nella sua eccessività e violenza.

Stavolta parliamo di un’esplosione avvenuta all’esterno dell’Università di Kandahar, sita nel sud dell’Afghanistan, e che ha generato circa 7 morti e 20 feriti! Un kamikaze ha causato il tutto, in quanto proprio nei pressi dell’ateneo ha deciso di togliersi la vita all’interno di un’autobomba!

Non è sicuramente un evento inconsueto nel paese dove eventi suicidi di tale portata possono considerarsi all’ordine del giorno.La notizia che ha coinvolto il centro di studi afgano, è stata resa nota dal portavoce della provincia, Jawed Faisal e il bilancio delle vittime è stato confermato dal capo della polizia di Kandahar, Abdul Razaq.

Solo una settimana fa, un altro atto kamikaze ha provocato la morte di due decine di persone, e ancora nel giugno scorso un estremista nascosto sotto un burqa si è fatto esplodere nei pressi del contingente francese della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza. Un pericolo spaventoso e sempre più dilagante.

Ma i kamikaze non sono pazzi, non hanno alcun tipo di disturbo psicologico e non sono uomini primitivi, incolti e ignoranti. Ciò che li motiva è una forte fede religiosa. Siccome la loro forza è tutta mentale bisogna quindi fermarli con le idee, con le parole. Le armi non li arresteranno mai.

Lo psichiatra della Cia Jerrold Post, fondatore del Center for the Analysis of Personality and Political Behavior, ha avuto modo di analizzare la psiche di questi estremisti e raccontando gli interessanti colloqui rettifica : Ho fatto notare che il Corano vieta il suicidio, e mi hanno risposto arrabbiandosi. Hanno detto che le loro azioni si ispirano al concetto di Istishad, cioè martirio. Il suicidio è un atto egoistico compiuto dai deboli. Loro invece si sacrificano per il bene assoluto di Allah e in prospettiva di una ricompensa eterna, il paradiso.

Una credenza cieca ed estrema che coinvolge le vite di milioni di persone innocenti e che forse, nessuno mai riuscirà a placare.

 

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