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23 luglio 2012

Bentornata Patty!

Dovevamo aspettare il ventitrè di luglio, ma dopo Caronte, Minosse e Circe, finalmente arriva un mito vero: Patty Smith torna in Italia. Grande attesa a Villa Arconati per una delle figure più carismatiche del rock intellettuale e di protesta statunitense anni settanta, dalle forti connotazioni politico-sociali.

Un impegno che la battagliera Patty Smith continua anche oggi sotto varie forme. Poche sere fa, tanto per fare un esempio, al Giffoni film festival ha esortato esplicitamente i ragazzi a ribellarsi e a mandare a quel paese i governanti: e non si riferiva alla Grecia!

L’artista americana, nata a Chicago nel 1946, e soprannominata la sacerdotessa maudit del rock, porta con se le novità di uno dei lavori migliori da diverso tempo a questa parte “Banga“. Un disco di esperienze umane, visioni e osservazioni, con testi che riflettono il nostro mondo, miscela di caos e bellezza senza direzione.

Molti anche i riferimenti all’Italia, a cui l’artista è sempre stata molto legata: un’overture melodica per immaginare il viaggio di Amerigo Vespucci nel Nuovo Mondo nel 1497, un brano dedicato a San Francesco d’Assisi, quindi uno ancora al “Sogno di Costantino” immortalato da un altro illustrissimo italiano, Piero della Francesca (quando l’imperatore si sogna la croce, tanto per intenderci).

Ma ci sono anche una canzone rock dedicata al popolo giapponese dopo i terremoti e maremoti a cui è seguita la catastrofe nucleare, e una ballata classica dedicata alla compianta e recentemente scomparsa collega Amy Winehouse.

In scaletta comunque ritroveremo i tantissimi classici della cantante statunitense: impossibile un concerto di Patty Smith senza ascoltare “People have the power” e “Becouse the night“: sicuro delirio dei fan. Un lavoro quello di Patty Smith che è il simbolo allo stesso tempo della continuità dei temi che ha sempre trattato, come il Vietnam, il Tibet, Ho Chi Minh, Madre Teresa di Calcutta, e il superamento di momenti tragici e difficili della sua vita personale, come la perdita a distanza molto ravvicinata del pianista Richard Sohl, del compagno di bisbocce giovanili Robert Mapplethorpe, il fratello Tod e il marito Fred, tutti venuti a mancare negli anni ’90

Fonte foto: lenovae.it

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