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25 luglio 2012

Capossela ambasciatore di civiltà

Giovedì 26 luglio a Roma presso l’Auditorium Parco della musica, Vinicio Capossela presenterà il nuovo lavoro: Rebetiko Gymnastas, uscito poco più di un mese fa.

Dopo la lingua madre è la musica la seconda lingua parlata e compresa dagli uomini di tutto il mondo. La musica può essere, quindi, anche sinonimo di vicinanza e di civiltà.

Vinicio Capossela, dimostra di essere non solo un cantautore attento e ricercato, ma anche un ambasciatore di rispetto e tolleranza verso chi sta vivendo un destino tremendo non per sua scelta.

In questo momento la Grecia sconta anni di malgoverno e una delle crisi economiche più gravi della storia dell’umanità.

Ironia della sorte, proprio il paese dove nei millenni passati è nata la democrazia, la filosofia, il teatro, la matematica, la botanica insomma il pensiero occidentale.

Il popolo che solo ha difeso tutto il resto d’Europa dagli assalti degli eserciti degli imperatori persiani.

Ebbene, propriola Grecia, ora, dall’Europa rischia di uscirne per via dei suoi conti in rosso.

Non dipende da noi giudicare se è giusto o meno che le cose siano andate in questo modo.

Sarebbe, però, opportuno valorizzare e riscoprire proprio quelle fortune di cuila Greciaè ancora in possesso, come ad esempio il patrimonio musicale.

Ci sono musiche che diventano veri e propri specchi di un popolo: basti pensare al blues per gli Stati Uniti o il tango per l’Argentina.

Anche per la Greciaesiste una musica che rispecchia l’amarezza, la malinconia, il male di vivere di un popolo orgoglioso ma povero: il rebetiko.

Rebetiko sta per ribelle, è’ una canto nato cento anni fa a Salonicco, città che si fece capofila della Grecia nella ribellione contro i turchi.

Oggi il rebetiko è ancora di grande attualità, non nei villaggi turistici, ma nelle taverne, dove la sola voce che si sente è quella degli emarginati, degli sfruttati, dei nuovi poveri greci.

Vinicio Capossela, propone, come in un esercizio da ginnasta una rivisitazione di suoi componimenti celebri attraverso questo modo di cantare.

Dopotutto, gli universi che il cantautore ha tanto abilmente dipinto nei suoi testi non sono poi così dissimili da quelli riportati poco sopra, a testimonianza che la povertà è un po’ uguale dappertutto.

Finora Capossela è stato l’unico a mostrare un’apertura verso i nostri fratelli greci.

Non voglio dire che il risultato del suo lavoro sia, musicalmente parlando, valido o meno, o che andarlo ad ascoltare sia giusto a prescindere.

Ma Vinicio Capossela è stato il solo a dar vita ad una manifestazione così corretta ed encomiabile.

Forse la sola cosa che un vero musicista avrebbe potuto fare.

Sul palco musicisti italiani e greci, con strumenti originali, tra cui il mitico bouzouki.

Costo del biglietto, riduzioni a parte, comunque troppo caro: minimo 30 euro.

fonte foto: http://www.amolamusica.it/wp-content/uploads/2012/06/00_vinicio_capossela_ansa.jpg

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