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4 luglio 2012

Catturata la “particella di Dio”? Domani conferenza in webcast con i ricercatori del Cern

Occhi e orecchie incollati davanti al maxischermo, come per una finale degli Europei di calcio. Fisici di tutto il mondo domani mattina, a partire dalle 9, saranno collegati in “webcast” – 700 mila connessioni garantite – con il Cern di Ginevra per conoscere in anteprima i nuovi risultati degli esperimenti europei ATLAS e CMS sulla ricerca del bosone di Higgs, quella che i media internazionali hanno ormai ribattezzato “la particella di Dio”, definizione che gli scienziati però non amano particolarmente.

Nello staff internazionale di ricercatore ci sono anche molti fisici catanesi. Per questo anche Catania sarà una delle sedi privilegiate dove si attenderà il grande annuncio della “cattura del bosone di Higgs”, in grado di far quadrare i conti della teoria che spiegava l’architettura di base della natura, che sarà proclamato direttamente dai responsabili degli esperimenti Fabiola Gianotti di Atlas e Joe Incandela di CMS.

Domani mattina, il Gruppo I della Sezione dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare di Catania e il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Ateneo organizzano un evento nell’aula magna del dipartimento dal titolo “La ricerca del bosone di Higgs ad LHC”, con inizio alle 8,30, durante il quale verrà proiettato il seminario del Cern e a seguire verrano commentati, da parte della prof.ssa Alessia Tricomi, i risultati trovati sin da quando, nel settembre 2008, il superacceleratore capace di far scontrare fra loro nuvole di miliardi di protoni con un’energia di 14 TeV, costato oltre 6 miliardi di euro (un investimento che ha richiamato nel Vecchio Continente anche mille scienziati americani), è stato acceso.

I principali giornali italiani questa mattina si sono già sbilanciati sugli esiti positivi della ricerca e hanno fatto da grancassa all’evento,che dovrebbe regalare la notizia tanto attesa, almeno da mezzo secolo, resa possibile grazie all’impegno di un team composto anche da 600 studiosi italiani, molti dei quali con ruoli di responsabilità nei due esperimenti Atlas e Cms che, grazie all’impiego del più grande acceleratore di particelle del mondo (Large Hadron Collider), al confine tra Svizzera e Francia, sono riusciti a ricreare le condizioni dell’attimo successivo alla nascita dell’Universo.

I bookmakers scientifici comunque danno ormai per scontata la scoperta, anche se resta la doverosa suspence. L’LHC ginevrino durante i primi mesi del 2012 ha fornito,  infatti, agli esperimenti una quantità di dati superiore a quella raccolta nell’intero 2011. Inoltre, gli esperimenti ATLAS e CMS hanno perfezionato le loro tecniche di analisi, per migliorare la sensibilità alla ricerca del bosone. Se questi dati siano o meno sufficienti per confermare il trend di eventi già osservato nel 2011 e per sapere se finalmente si possa “brindare” al lieto evento, lo si saprà nella giornata di domani, davanti al maxischermo.

Se una nuova particella dovesse essere scoperta, bisognerà poi capire se si tratti effettivamente del bosone di Higgs, l’ultimo ingrediente mancante della teoria che descrive le particelle elementari e le loro interazioni, il Modello Standard, o una forma più esotica che possa aprire la porta verso una nuova fisica tutta da scoprire. “È come guardare un volto familiare da lontano” – ha detto il direttore generale del CERN Rolf Heuer -: a volte hai bisogno di guardare più da vicino per capire se si tratta effettivamente del tuo migliore amico, o piuttosto del suo fratello gemello”.

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