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7 luglio 2012

Corte di Giustizia UE: tirocini retribuiti per laureati e intepreti

Attualmente in crisi, costantemente messa in discussione. Eppure l’Unione Europea continua a dimostrarsi fucina di opportunità lavorative e capace di garantire ad un gran numero di laureati delle validissime esperienze presso le sue sedi. Una di queste possibilità è data dalla Corte di Giustizia, che mette a disposizione stage di 5 mesi, tutti rigorosamente retribuiti.

Di due tipi i destinatari di questa importante iniziativa: da una parte, tutti coloro che sono in possesso di laurea triennale in Giurisprudenza e Scienze Politiche; dall’altra, le risorse che hanno conseguito un diploma d’interprete di conferenza. Sono, infatti, diverse le aree all’interno delle quali effettuare lo stage: Direzione della ricerca e documentazione, Servizio stampa e informazione, Direzione generale della traduzione e Direzione dell’interpretazione.

Ogni anno, i periodi ricoperti dai tirocini sono due: dal 1° marzo al 31 luglio, con richiesta da inviare entro il 30 settembre dell’anno precedente, oppure dal 1° ottobre al 28 febbraio, con scadenza fissata per il 30 aprile. In entrambi i casi, fa fede il timbro postale: la domanda va, infatti, inviata per posta, compilando l’apposito modulo a cui allegare Curriculum Vitae corredato di eventuali diplomi e attestati.

Se per tutti i settori è richiesta una buona conoscenza della lingua francese, per quello dell’interpretazione, la scelta dei candidati ricadrà sui diplomati il cui insieme di lingue studiate presenteranno un elevato livello di interesse da parte della Direzione. In quest’area, i giovani selezionati avranno la grande possibilità di perfezionare le proprie competenze in ambito giuridico mediante lavori di ricerca terminologica ed esercitazioni pratiche in “cabina muta”.

Al di là dei tirocini, la Corte di Giustizia dà poi a tutti gli interpreti di conferenza un’ulteriore possibilità altamente professionalizzante, a cui si può prendere parte mediante l’invio di una richiesta definita “modulo di contatto”: tale strumento permette agli interpreti di fare pratica all’interno della cabina muta o assistere ad un’udienza, a conferma dell’interesse che la Corte riserva alla formazione degli addetti ai lavori.

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