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1 luglio 2012

Felicità: il picco dopo la pensione

Da sempre la felicità è oggetto di ricerca da parte di tutti noi ed è tema principale della maggior parte delle correnti di pensiero sviluppate fino ai giorni nostri. Oltre ad essere oggetto di studi da parte dei più grandi intellettuali della storia, la felicità suscita grande interesse anche in ambito scientifico, dove la ricerca tenta di spiegare uno dei fenomeni più misteriosi ed intriganti legati alla specie umana.

In particolare, una recente scoperta proveniente dall’Australia assicura di aver individuato il picco della felicità: secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Queensland in Australia, infatti, il momento in cui l’uomo prova maggiore felicità è successivo alla pensione. Dai sessanta in su la vita è molto più divertente, confermano gli esperti, i quali hanno condotto lo studio analizzando passo passo le fasi della vita di 60mila persone provenienti da Germania, Australia ed Inghilterra.

Dai risultati dei test si evince che la felicità massima viene raggiunta intorno ai 55 anni, fino ad arrivare anche ai 75, da cui però poi si verifica un crollo totale. Già, perchè secondo gli studiosi, superati gli 80 anni la vita comincia ad essere deprimente e la gioia diminuisce gradualmente.

La ricerca mette in evidenza alcuni dati interessanti: gli australiani risultano essere i più felici di tutti, e raggiungono il picco massimo intorno ai 65 anni insieme ai tedeschi. Gli inglesi sono leggermente meno felici e la loro vetta si aggira attorno ai 70 anni di età. Gli italiani, invece, non sono ben piazzati in classifica: secondo il rapporto sulla felicità pubblicato nell’aprile 2012 dall’Earth Institute della Columbia University, l’Italia si trova al 28esimo posto, non molto positivo rispetto alle altre nazioni citate.

Che ci si creda o no, i dati in questione non presentano una visione ottimista della felicità: essa forse arriva un po’ troppo tardi per tutti noi. Tuttavia la felicità non sempre può essere ridotta a semplici dati statistici, e forse questa può esistere anche nei più giovani, bisogna solo cercarla.

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