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1 luglio 2012

Germania: la metà degli studenti ignora chi fosse realmente Hitler

Uno studio sociologico ha rivelato che la metà dei liceali tedeschi non conosce – o conosce male – la propria storia assunta dal proprio paese nel XX secolo.

Klaus Schroeder, ricercatore alla Free University di Berlino, ha pubblicato il suo studio dal titolo «Vittoria tardiva delle dittature?», il quale ha rivelato che la metà degli adolescenti tedeschi non possiede alcuna coscienza politica o storica.

Il sondaggio, effettuato su un campione di 7.500 studenti intorno ai 15 anni, dimostra la macroscopica ignoranza degli studenti e impone la riflessione sulla funzione educativa delle scuole.

Dei liceali intervistati il 75% non ha saputo stabilire se la Repubblica democratica tedesca, caduta insieme al muro di Berlino, fosse uno Stato totalitario; il 40% non è stato in grado di definire il tipo di governo presente oggi in Germania; il 40%  non discerne le Repubbliche democratica e federale tedesche antecedenti la riunificazione della Germania a quelle successive.

Ma non è tutto:  il 25% dei ragazzi ha offerto un’immagine ingenua, edulcorata e gravemente falsata del nazismo e di Hitler, che è stato addirittura dipinto come un «difensore dei diritti umani» e non come un dittatore.

Dallo studio è emerso che una maggiore – ma ancora insufficiente – conoscenza è posseduta dagli studenti dell’ex Germania dell’Est. Del tutto impreparati, inconsapevoli e disinteressati appaiono invece quelli della parte Ovest.

Schroeder, sconvolto dai risultati dello studio, che sperava ben diversi da quelli suddetti, ha dichiarato: «Questi studenti non hanno quasi nessuna conoscenza politica e non hanno nessuna idea di concetti come la libertà di parola (‘Meinungsfreiheit’) o i diritti umani. Le scuole dovrebbero prendere provvedimenti’».

E se è vero che nonostante la visita obbligata ad un campo di concentramento, valida per tutti gli studenti tedeschi, e nonostante i programmi di storia statali, i giovani continuano a ignorare eventi, situazioni, figure e dinamiche politiche della Germania del XX secolo, il Governo dovrebbe davvero prendere provvedimenti.

E’ inammissibile che coloro che dovranno costruire il futuro di un Paese ne disconoscano il passato prossimo e remoto e non abbiano alcuna coscienza storica. E’ scioccante che la storia della propria Nazione, da cui scaturisce il presente, si conosca in maniera superficiale nel migliore dei casi e distorta nel più comune dei casi, ma sempre acriticamente.

Bisognerebbe capire come sia stato possibile arrivare a tanto, se tali risultati siano il frutto di una tendenza diffusa, ormai radicata in Germania, che ignora i processi storici banalizzandoli all’inverosimile, o se dietro vi sia invece una volontà ben precisa di rendere la materia storica elitaria, lontana dalla portata dei tedeschi comuni.

Enzo Biagi aveva denunciato l”inconsapevolezza storica dei tedeschi già negli anni ’70, attribuendola ad un confuso insegnamento della storia nelle scuole coadiuvato ad un tasso di informazione mediatica a valenza storica estremamente basso: che avesse ragione?

Quale che sia la motivazione nascosta dietro tale evidente carenza conoscitiva, dall’importanza preponderante per ogni popolo, è certo che debba essere corretta.

Ci si chiede se la Merkel, tra un impegno e l’altro, potrà e saprà occuparsi del caso intervenendo con misure più rigide e adeguate per disciplinare gli alunni tedeschi alla propria storia.

Intanto – ed è significativo – la pubblicazione dello studio di Schroeder ha avuto una grande eco mediatica e ha scandalizzato l’Europa intera, che costituendo per molti la culla della storiografia e della letteratura non può non stupirsi di tale spaventosa ignoranza.

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