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2 luglio 2012

Gli aspiranti docenti: precari della scuola per antonomasia

Alla presunta mancanza di abilitazione è ricondotta la ratio del palese “sfruttamento” da parte di scuole pubbliche e private nei confronti degli aspiranti docenti; i precari della scuola sopportano da tempo la gravità di una situazione dai contorni sconosciuti e taciuti a molti.
Questi precari per antonomasia – perché solo il precariato attualmente si profigura come realistica prospettiva per loro – sono insegnanti a pieno titolo che hanno esercitato la professione nelle scuole italiane di ogni ordine e grado con autorevolezza e responsabilità.
Tra l’altro, dopo anni di insegnamento con piena titolarità, vengono sottoposti a test preselettivi e selettivi, ad esami in itinere e ad un esame finale; tutto ciò per avere l’opportunità, forse, di accedere un giorno ad un concorso pubblico, che finalmente permetterebbe loro di esercitare una professione che già esercitano.
Sono migliaia i “precari della scuola”,40.000, forse 60.000 lavoratori che hanno solo avuto la fortuna di potersi iscrivere nelle graduatorie ad esaurimento, assumibili a tempo determinato, ma che non hanno mai conosciuto una vera stabilizzazione.

Soltanto una piccolissima parte dei predetti insegnanti, i primi della lista, entra di ruolo ogni anno ed è assurdo pensare che il corpo docenti veda così svilita la propria funzione in un Paese dove l’istruzione e la formazione dovrebbero essere in ogni modo salvaguardate quali risorse fondamentali.

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