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5 luglio 2012

Il genio non ha nazionalità

Di questi tempi, così avversi ai giovani, è sempre più frequente udire frasi di ragazzi che non trovano un impiego o che, se l’hanno, non si sentono valorizzati da esso. Ma il genio sboccia –per fortuna- anche nei periodi di crisi, ed è impossibile non notarlo.

In questo caso si parla di genio matematico, ed in particolare di due ex studenti della Normale di Pisa che son stati premiati dal VI convegno della European Mathematical Society, che si sta svolgendo a Cracovia, in Polonia. Questa società, fondata nel 1990, raccoglie circa 3000 individui provenienti da tutta Europa animati dal desiderio di promuovere la ricerca matematica.

Ogni quattro anni matematici da tutto il mondo si riuniscono quindi per celebrare le più brillanti menti nel loro campo: in particolare, in apertura son stati consegnati 10 premi a ricercatori under 35 che si sono distinti in particolar modo per il contributo allo sviluppo e alla ricerca matematica. I vincitori son stati accuratamente selezionati da un comitato internazionale di matematici, coordinato dal professor Frances Kirwan di Oxford, e in passato alcuni dei giovani premiati si son poi rivelati all’altezza di meritare persino la più alta onorificenza nel campo matematico, la medaglia Fields.

I due italiani così degni sono Corinna Ulcigrai e Alessio Figalli. La prima, 32enne, ha frequentato la Scuola Normale Superiore di Pisa dal 1998 al 2002, dopodichè ha conseguito un dottorato in matematica a Princeton e dal 2007 è un insegnante all’Università di Bristol. Ha ricevuto il premio con la motivazione che i suoi lavori hanno fatto “progredire la nostra comprensione dei sistemi dinamici e le caratterizzazioni matematiche del caos, e soprattutto per risolvere una lunga questione fondamentale sulla proprietà di miscelazione per i flussi di superficie a livello locale Hamiltoniani”. (fonte: La Repubblica)

Il secondo è ancora più giovane: solo 28 anni, ma già insegnante all’Università di Austin, in Texas. Laureatosi nel 2006, è poi partito per Lione per il dottorato in cotutela con la Normale di Pisa. Dopodichè si propose come ricercatore del Cnrs a Nizza pensando di non avere possibilità, avendo appena iniziato il dottorato; si classificò invece primo in graduatoria. E da lì prima l’école Polytechnique di Parigi e poi Austin dal 2009. Tutto questo, per un ragazzo che aveva fatto studi classici e amava greco e latino, risulta ancora più sorprendente. Con una nota amara purtroppo, dato che come si può ben vedere questi due giovani molto portati, pur avendo studiato in Italia, hanno poi dovuto lasciare il loro Paese per avere la possibilità di coltivare e far conoscere il loro talento.

Lo stesso Figalli in un’intervista racconta di come all’estero ci sia molta più mobilità e di come invece “in Italia ci si metta in coda, aspettando che il professore “senior” trovi un posto per i suoi studenti. Così non si insegna allo studente a sviluppare la propria ricerca in modo creativo e cercare incentivi autonomamente. Anzi, spesso, le collaborazioni esterne sono mal viste. Nel nostro Paese, poi, c’è totale incapacità di programmare i nuovi reclutamenti a lungo termine. Spesso, infatti, il criterio alla base delle assunzioni è l’anzianità, non il merito.” (fonte: La Stampa)

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