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26 luglio 2012

L’ Università del Colorado conosceva i piani di Holmes

La strage di Denver ha lasciato sotto schock il mondo intero. Gli occhi catatonici del killer, il giovane James Eagen Holmes, 24 anni, impassibili in tribunale di fronte alla giuria che deve decidere della sua condanna a morte dopo la strage che ha compiuto in occasione della prima dell’ultimo film della saga di Batman: 12 morti e 58 feriti, frutto della follia omicida di un ragazzo ossessionato dal personaggio di Joker.

Isolato in un carcere di massima sicurezza, Holmes non ha ricevuto alcuna visita: né familiari, né amici, neppure un sacerdote ha il coraggio di guardarlo negli occhi. Il giovane killer sputa agli agenti e chiede ad uno di essi: “Come finisce il film di Batman?”: segni evidenti che la follia continua a pervadere la sua mente.

Intanto spuntano indiscrezioni circa il dettagliato piano della strage che Holmes ha preparato da tempo. Secondo quanto reso noto da Fox News, pochi giorni prima del massacro, il killer inviò un dossier contenente appunti, schizzi ed illustrazioni del suo progetto omicida ad uno psichiatra del Campus Medico ‘Anschutz’ dell’Università del Colorado, situato proprio ad Aurora, sobborgo di Denver dove è avvenuta la strage.

Il pacco contenente il dossier, giunto il 12 luglio scorso, sarebbe rimasto negli uffici dell’ateneo per giorni. Soltanto lo scorso martedì lo psichiatra, che nell’ateneo ricopre anche un ruolo di docenza, ha avvertito polizia e Fbi del pacco che sembrava provenire proprio da Holmes. Dai primi accertamenti, il pacco non è risultato sospetto, dal momento che non era stato inviato dal killer. Analizzando successivamente tutti i colli rimasti inevasi, le autorità ne hanno scoperto uno che era stato inviato proprio da Holmes, come scritto nella parte destinata all’indicazione del mittente.

Era zeppo di dettagli su come avrebbe ucciso un sacco di gente. C’erano i disegni di quello che avrebbe commesso, schizzi e illustrazioni del massacro” spiegano alcune fonti anonime che hanno visto i quaderni incriminati. La fase successiva delle indagini chiarirà se Holmes conosceva personalmente il professore a cui ha inviato il pacco, di cui non sono state rese note le generalità, dal momento che il killer aveva abbandonato il dottorato di neuroscienze dell’università all’inizio di quest’anno.

Bisognerà inoltre chiarire se l’intento del killer inviando questi quaderni era quello di essere fermato in tempo, seppur il risultato non sia stato diverso. In ogni caso forse la strage poteva essere evitata se la posta fosse stata aperta prima: un dettaglio che incrementa i sentimenti di dolore, orrore, angoscia ed amarezza che contornano questa tragedia che verrà ricordata come la “strage del Joker”.

Immagine tratta da: affaritaliani.libero.it

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