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18 luglio 2012

La seconda “caduta” di Pompei

I cancelli chiusi. Toilette (una) devastata, intasata e in grado di danneggiare le mura del Tempio di Giove. Affreschi che svaniscono ogni giorno. Mosaici che si sgretolano a terra.

Sembrerà assurdo, ma si parla del sito archeologico più bello – e più invidiato – al mondo: gli scavi di Pompei. Nel suo massimo splendore, il sito offre la visita a una quarantina di domus; da ieri se ne possono visitare quattro, perché le altre sono lasciate andare, tra l’incuria e le ripicche di chi dovrebbe occuparsene (la casa dei Vettii, per esempio, è chiusa da 13 anni).

Turisti da ogni parte del mondo arrivano a Pompei e si fermano davanti ai cancelli chiusi, senza avere una risposta chiara, senza la possibilità di visitare il patrimonio Unesco di 730mila metri quadri. Eppure l’Europa ha stanziato 105 milioni di euro per i restauri, ma la Cisl ha imposto giorni di chiusura alterni fino a quando non avranno quello che vogliono: il pagamento delle competenze accessorie, non pagate da due anni. Manca anche un piano di riorganizzazione del personale. E intanto Pompei crolla su se stessa.

I soldi sono stati stanziati per delle case secondarie (la casa del Marinaio, la casa delle Pareti Rosse, la casa del Sirico, la casa del Criptoportico). Difficile trovarle sulle cartine di Pompei. La casa dei Dioscuri e la casa del Fauno sono aperte, ma si trovano in uno stato di totale degrado. Un colpo al cuore per noi e per i 3 milioni di visitatori che ogni anno arrivano a Pompei.

Come sempre ci si perde tra la burocrazia e l’incapacità nella gestione del nostro patrimonio: 138 custodi solo per Pompei. Centoventicinque per il Museo Archeologico di Napoli (per 9mila metri quadrati e 285mila visitatori l’anno).

Ma il problema non è questo: i custodi non servono a restaurare gli scavi; oltretutto testimonianze raccontano di aver visto solo due o tre addetti girare per il sito.

“Cave canem” recita il mosaico più famoso, riprodotto su ogni singolo libro di storia e di latino. La scritta non si legge più e il mosaico sta scomparendo. Rimarrà traccia soltanto nei libro, andando di questo passo.

Una vergogna che bisogna cancellare al più presto, perché Pompei non può decadere di nuovo e, soprattutto, non per l’incuria e l’incapacità. Sarebbe un crimine contro l’arte e contro il nostro Paese.

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