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30 luglio 2012

Londra censura i writers

In questo periodo Londra è al centro del mondo sportivo: le Olimpiadi sono iniziate e tutte le televisioni trasmettono le immagini degli atleti all’interno delle varie strutture.

Intorno si muovono gli agenti di sicurezza, gli staff, i giornalisti, gli spettatori. Ma ci sono anche i writers: loro si sono scatenati fino a pochi giorni prima della cerimonia inaugurale, quasi indisturbati, lasciando segni inconfondibili e provocando le masse che passano velocemente per quei muri.

La street art è molto interessata all’evento: già un anno fa a Bristol era apparso un graffiti work che ritraeva un ragazzo mentre rubava uno dei cerchi olimpici, attribuito poi a Criminal Chalklist. I cerchi olimpici si sono trasformati poi in tostapane stilizzati, mentre Teddy Baden, a Whitecross Street, ha interpretato il vivace corpo a corpo tra un cane e la mascotte delle Olimpiadi (Mandeville).

La tolleranza, però, è finita. Si è scatenata la polizia: orde di arresti e divieti di entrare in stazioni e luoghi pubblici affollati. Una vera e propria censura dell’ultimo minuto; nessuno deve imbrattare i muri durante le Olimpiadi, niente cadute di stile per la Regina, insomma.

Anche Banksy ha dato il suo contributo (qualche giorno prima dell’inizio delle Olimpiadi), pubblicando sul suo sito due nuove opere. Nel primo disegno c’è un atleta che lancia un missile al posto del giavellotto, nel secondo c’è un altro atleta che salta con l’asta  per atterrare su un materasso vero. Non si conoscono ancora i luoghi dove sono state realizzate le opere.

Tra gli arrestati anche Darren Cullen, diventato famoso perché Adidas l’anno scorso gli aveva commissionato un graffito per pubblicizzare una nuova scarpa da calcio.

Fonte foto: artlyst.com

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