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30 luglio 2012

L’Università del turismo di Tirana si vuole espandere: Bari dice no

Una vicenda nebulosa si sta svolgendo là dove le correnti del mar Ionio si intrecciano con quelle dell’Adriatico, tra le sponde di due paesi da sempre vicini ma chissà perchè sempre diffidenti l’uno verso l’altro.

Italia e Albania, più precisamente Bari e Tirana, stavano per imbarcarsi in un progetto di espansione che avrebbe messo in contatto più poli universitari per creare una rete di interessi in un settore in espansione intessendo rapporti di fiducia e collaborazione; poco prima che la “nave” ricevesse il varo però si è deciso di lasciarla in porto.

La questione riguarda un università privata albanese, già presente anche sul territorio pugliese, denominata Università europea del turismo la quale il dicembre scorso propose ai due rettori dell’Ateneo di Bari e del Politecnico una collaborazione per espandere la propria presenza sul territorio italiano.

Da gennaio infatti l’università albanese ha dato il via al primo Corso di laurea in Economia del turismo con durata triennale e sede al Semiramide Palace Hotel di Castellana Grotte, quattro stelle e vista grotte; quota di partecipazione al corso: 4000 euro annui a studente da versare anche rateizzati alla segreteria dell’ateneo privato.

Una tale magnificenza munifica ha però fatto vibrare le antenne dei due rettori baresi Corrado Petrocelli e Nicola Costantino che hanno richiesto più approfondite delucidazioni sull’organizzazione del corso prima di stringere qualunque rapporto di collaborazione visto l’alone di vaghezza che circondava il progetto promuovente una sorta di laurea congiunta istituzionalmente poco chiara. Si decide di congelare tutto in attesa di chiarimenti, si mandano lettere al ministero ancora prive di risposta e venerdì scorso si riunisce il senato accademico, responso: l’accordo con l’Università europea del turismo non è cosa da farsi.

Eppure una richiesta di informazioni era giunta anche dal polo albanese il quale nella persona del rettore Salvatore Messina si dimostra stupito: “Eppure l’Università di Bari ci aveva mandato una bozza di convenzione che noi avevamo firmato e restituito –  commenta contattato telefonicamente – abbiamo proposto ad entrambi gli atenei di Bari una collaborazione, così come lo abbiamo fatto con altre 25 università italiane“. Il sito dell’Università di Tirana infatti vanta collaborazioni con molte università italiane tra cui la Cà Foscari di Venezia e la seconda Università di Napoli ma, curioso appunto, nella banca dati del ministero per l’Università non compare nessun corso di laurea in politiche del turismo; questo secondo alcuni perchè la sede aperta a Castellana non è che un distaccamento, una sede estera dell’ateneo albanese il cui titolo rilasciato può essere riconosciuto dal nostro ministero.

Sull’intricata questione si è deciso di attendere la decisione collettiva del Curc, comitato universitario di coordinamento, presieduto dal rettore d’Ateneo Petrocelli, l’opinione dei rettori pugliesi, dell’assessore demandato Alba Sasso e i rappresentanti degli studenti. L’esito probabilmente sarà negativo precludendo qualsiasi possibilità di apertura di canali accademici tra Bari e Tirana almeno in questo quadro di accordi brumosi; eppure solo lo scorso novembre proprio Messina, il rettore del polo turistico albanese, circondato da cartelloni informativi sul proprio corso di laurea, era in piedi nell’aula magna dell’ateneo di Bari a parlare delle politiche turistiche in Puglia. A proposito di tali insinuazioni il rettore Petrocelli ha assicurato: L’evento non è stato organizzato da noi ma evidentemente hanno affittato l’aula, come fanno tante altre organizzazioni”.

fonte foto: http://euft.eu/it

fonte dichiarazioni: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=537587&IDCategoria=11

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