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9 luglio 2012

Noi penalizzati! Catanzaro difende l’Università: cui prodest?

E se si pensava che le polemiche per un’eventuale apertura di un’altra facoltà di Medicina in Calabria fossero il nodo gordiano del contendere tra l’Università Magna Grecia di Catanzaro e l’Unical di Cosenza, finiamo per scoprire che la questione è molto più spinosa e chiama in campo la problematica della sanità calabrese, a tutto tondo

La notizia odierna riguarda la mancata sottoscrizione di un protocollo di intesa tra i vertici accademici di Catanzaro e la Regione Calabria, considerate le forti note penalizzanti dell’atto in questione per l’ateneo calabrese e, soprattutto, per il suo policlinico Pugliese Ciaccio.

Uno dei componenti del senato accademico dell’Università Magna Grecia, Eugenio Garofalo, sostiene che le proposte avanzate dall’ente regionale sono da definirsi inaccettabili secondo le dichiarazioni del rettore, Aldo Quattrone, poichè tese a penalizzare l’ateneo e la sanità catanzarese con la perdita di un numero elevato di posti letto: vengono diminuiti i posti letto dell’Emergenza Urgenza del Pugliese-Ciaccio.

Invece di preservare le eccellenze mediche del polo catanzarese, considerati l’unicità della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’ateneo, all’interno del panorama scientifico regionale, e il ruolo in favore dell’intera collettività e della ricerca scientifica in generale, la regione Calabria sfilaccia quel poco di buono che esiste sul territorio calabrese.

La cosa grave sta nel fatto che la Regione penalizza fortemente il capoluogo in quanto i posti letto del policlinico universitario sono stati inglobati nel totale spettante a Catanzaro quando, invece, rientrerebbero nel carico dell’intera regione.

“L’Ospedale Pugliese-Ciaccio – afferma Sel in una nota -,  perché non venga sforato il tetto complessivo dei posti letto assegnati all’area di Catanzaro,  rischia di perdere più di cento posti letto, pagando dazio in favore del Policlinico Mater Domini, come se la facoltà di Medicina fosse un patrimonio solo catanzarese e non un bene di tutta la Calabria“.

Garofalo, nel sollecitare una levata di scudi a tutela e potenziamento dell’unica scuola calabrese di medicina e chirurgia, in modo da evitare decrementi nella proposta formativa e nella ricerca, sottolinea preoccupazione di fronte a ciò che si profila sulla cardiologia interventistica e sulla cardiochirurgia, guidate rispettivamente dal prof. Ciro Indolfi, pioniere nello specifico settore, e prof. Attilio Renzulli.

Difatti la Regione ha intenzione di escludere alcune unità dalla rete di emergenza sanitaria calabrese, dirottando la Cardiochirurgia universitaria all’HUB di Reggio Calabria, estromettendo la Cardiologia interventistica, diretta da Ciro Indolfi, che giusto qualche giorno fa è giunto agli onori della cronaca per un risultato clinico ottenuto nella sua Unità Operativa tra le prime in Italia.

Inoltre vengono soppresse la Cardiologia riabilitativa dell’azienda Mater Domini e rimane di incerta collocazione l’U.O. di Epatologia.

E’ sicuramente opportuno ricordare, per contestualizzare in modo efficace l’attuale vicenda, un paio di fatti che occorsero nel giugno dell’anno in corso.

Ci riferiamo ai due decreti firmati dalla regione Calabria, nelle vesti del suo presidente Scopelliti:

  • un protocollo d’intesa stipulato con “La Sapienza” per attivare corsi di laurea nelle professioni sanitarie presso l’ASP di Cosenza, al 1^ giugno;
  • un protocollo d’intesa stipulato con l’Università Magna Graecia, perché i corsi di laurea delle professioni sanitarie dovessero afferire alla Facoltà di Medicina di Catanzaro, al 5 giugno.

I due atti stipulati diedero la stura alle polemiche sulla possibile seconda Facoltà di Medicina in Calabria, precisamente in Unical, oltre a quella già esistente presso la “Magna Grecia” di Catanzaro.

Nonostante le varie sollecitazioni a spiegare la contraddizione evidente dei due atti amministrativi regionali, nessun chiarimento in merito è mai giunto dalla presidenza regionale. Né tantomeno sono state intraprese, per quanto se ne sappia, iniziative da assessori regionali di Catanzaro e/o dal suo primo cittadino.

E’ di questi bollenti giorni la presa di posizione del gruppo Sel Catanzaro che si esprime in termini perentori, affermando: “Abbiamo la facoltà di medicina… e ce la fanno pagare“.

Nella nota di Sel ci si riferisce appunto alla mancata sottoscrizione da parte dell’Università Magna Grecia del nuovo protocollo d’intesa tra Università e Regione Calabria.

Siamo alle solite, nel momento in cui a Catanzaro si esprimono eccellenze che fanno diminuire l’emigrazione sanitaria che da anni costringe gli ammalati catanzaresi e calabresi ad un dispendioso e faticoso peregrinare, ecco che si fa di tutto per eliminarle“.

A chi ed a cosa giova tutto ciò? Che fine ha fatto la deputazione catanzarese? Ancora una volta Catanzaro viene spogliata di ruolo e funzioni, proprio perché priva di una classe dirigente capace di esercitare una leadership regionale, ma piegata agli equilibri politici regionali che in questo momento trovano centralità in Reggio Calabria e Cosenza“.

Melina Rende

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