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17 luglio 2012

Nuovo ordine mondiale: realtà o letteratura complottasti?

Nuovo ordine mondiale
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Esegesi della Teoria del Complotto. Il 1800 fu il secolo delle rivoluzioni, il 900 dei totalitarismi, il ventunesimo secolo, invece, dovrebbe essere l’epoca del nuovo ordine mondiale o almeno così sembrerebbe.

Il condizionale è d’obbligo, anche se molti intellettuali sono convinti vi siano già i presupposti per ritenerlo attivo.

Ma cos’è il Nuovo Ordine Mondiale? Realtà o letteratura complottasti? Da circa dieci anni, il world wide web ci offre opportunità gnoseologiche immediate e tremendamente funzionali. Con un semplice click possiamo effettuare traduzioni, ricerche, studi, leggere libri, acquistare beni di consumo, chattare con persone che si trovano dall’altra parte del pianeta. Con un semplice click, insomma, possiamo fare davvero tutto. Internet, infatti, è una sorta di albero della conoscenza creato per renderci edotti sull’esistenza dell’eros e del thanatos e sull’evidente dicotomia tra bene e male.

Tuttavia, la rete è in grado di offrire agli internauti anche la possibilità di scorgere con i propri occhi, la venerata e cruda verità. Spesso capita di imbattersi in siti che trattano temi d’impronta complottista. Tali argomenti, di norma, hanno un unico comune denominatore, rappresentato dal famigerato Nuovo Ordine Mondiale (Nwo).

Stando ad alcune fonti bibliografiche, il Nwo sarebbe rappresentato da una sorta d’oligarchia, dalle intenzioni egemoniche e tutt’altro che pacifiche. Dan Brown, ad esempio, descrive e resuscita il mito degli illuminati, un’organizzazione dagli scopi altamente nefasti. Secondo Aristotele l’oligarchia non è altro che la degenerazione dell’aristocrazia. Tuttavia, al di là delle fonti bibliografiche e dei documenti postati sul web, esiste una sottile linea di demarcazione che deve essere analizzata. Mi riferisco alla dicotomia tra le correnti di pensiero filo ed anti complottiste.

 A mio avviso, non esiste alcun complotto; anche perché mancano le prove. Tuttavia, credo sia necessario tentare di dimostrare questa mia, confutabile, asserzione attraverso i principi della logica. Per tentare di dimostrare l’inesistenza del complotto, bisogna porre l’accento su due grandi correnti letterarie: la letteratura complottista e la letteratura distopica.  

L’aver concesso all’uomo il potere d’interrogarsi sulle ragioni della sua finitezza è la più atroce delle condanne. La verità, in fin dei conti, potrebbe essere molto più acre di quanto si possa credere, e, pertanto, sarebbe meglio accettare il silenzio delle sue ombre, piuttosto che restare accecati dalla sua lucentezza. L’umanità potrà salvarsi soltanto attraverso l’eradicazione delle esacerbanti aporie del materialismo, dell’edonismo e del male.

Il dramma del Mondo alberga nel male insito in ogni essere umano. Il potere, per quanto ostile e nefasto, non è altro che uno strumento del male, non la causa di esso. Emblematico e profondamente significativo appare, a tal proposito, il monologo tratto da Il Divo di Paolo Sorrentino: “Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese. Per troppi anni il potere sono stato io. La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. (…) Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa, e lo so anch’io. (…) Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto, Giovanni, Mino, il caro Aldo, per vocazione o per necessità ma tutti irriducibili amanti della verità. Tutte bombe pronte ad esplodere che sono state disinnescate col silenzio finale. Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta, e invece è la fine del mondo, e noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta”.

“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza” 1984. Così nacque la letteratura distopica ( cioè anti utopica) usata in chiave anti-totalitarista. Grazie alla potente intuizione di George Orwell. Nella Fattoria degli Animali, i maialini ribelli, in realtà, raffigurano gli uomini che credono di poter salvare il mondo dalle grinfie del male. Orwell, tuttavia, c’insegna che il male è un dato indissolubile dell’esistenza. Infatti, ottenuta la libertà, gli animali della fattoria, guidati dai maialini ribelli, dopo un iniziale periodo di gioia e fratellanza, si trasformano in bestie assetate di potere; proprio come il loro padrone.

Fino a prova contraria, le teorie del complotto o della cospirazione appaiono inverosimili, paranoiche e, soprattutto, indimostrabili. A ciò va aggiunto, un ulteriore dato catartico. L’umanità, per quanto possa apparire complessa, è, in realtà, a detta di molti scienziati e filosofi, piuttosto frivola e vulnerabile. Pertanto, al fin di porre rimedio a simili aporie, l’intellighenzia umana ha eretto, a vessillo della propria cultura, il famigerato e salvifico rasoio di Occam: A parità di fattori, la soluzione più semplice è quella da preferire.

Quindi, se dovessimo optare per la scelta più semplice e funzionale, di certo dovremmo affermare, con toni pragmatici, l’inesistenza di un complotto oligarchico. Se, invece, volessimo fare appello alla filosofia scientifica del 1900, faremmo un ulteriore buco nell’acqua. Karl Popper, infatti, sostiene che le teorie e le asserzioni che non sono falsificabili di principio non sono scientifiche, ergo sono semplici dichiarazioni di esistenza non circostanziata.

La teoria del complotto è ritenuta vera dagli epigoni di Orwell, al di là di qualsiasi verifica sperimentale. Anche questo dato la rende tutt’altro che attendibile. A partire dal 1960, la teoria del complotto fece il suo ingresso sulla scena mondiale. Così ebbe inizio una singolare caccia alle streghe, espletata ai danni di una organizzazione che, a detta di tutti, sarebbe potentissima e controllerebbe ogni cosa in segreto.

Gli scrittori del complottismo sono: Umberto Eco ( Il pendolo di Foucault 1988), Dan Brown (Codice da Vinci e Angeli e Demoni), Shea e Wilson( autori della Trilogia degli Illuminati, la migliore opera di finzione sui complotti del XX secolo 1960), Lovecraft, Leo Zagami ( autore, invece, della migliore Trilogia del XXI secolo), ed il regista del film Zeitgeist.

Orwell non è un anticomplottista, bensì un adepto della letteratura distopica (anti utopia). Con infinita saggezza esortò a non credere alle favole ( La fattoria degli animali) e ad accrescere lo spirito critico e la coscienza, a dubitare di tutto, persino di noi stessi. In fin dei conti, come lui stesso afferma nell’opera 1984: “nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario… ma siamo impegnati in un gioco in cui non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto” .

Al di là delle distinzioni, più o meno evidenti, tra letteratura distopica e letteratura cospirativa esiste un unitario punto comune: la non accettazione di una realtà sempre indesiderata e l’impossibilità discernitiva tra atto volitivo e coincidenza. Il filosofo Adorno scrisse che: ” l’industria culturale è uno degli aspetti più caratteristici e vistosi dell’odierna società tecnologica; essa è il più subdolo strumento di manipolazione delle coscienze impiegate per conservare sé stesso e tenere sottomessi gli individui”.

Alla luce di quanto scritto, devo concludere affermando che né la teoria del complotto né le tesi di un ritorno al totalitarismo illuminato siano ipotesi accettabili, almeno fino a prova contraria. In realtà, da un punto di vista prettamente logico, se si afferma l’esistenza di un’aggregazione ultrapotente e segreta, ma poi si dichiara di conoscerne ogni minimo dettaglio, c’è qualcosa che non quadra: o non esiste nessuna organizzazione con intenzioni cospirative, oppure, chi afferma il contrario gioca con i paradossi del mentitore.

Personalmente, rimango scettico, fino a prova contraria, e, ad ogni modo, incline ad accettare, senza identificazioni, qualunque asserzione a patto che sia idonea ad apportare utilità all’umanità. Tuttavia, onde evitare conclusioni affrettate e deduttive, ritengo sia il caso di espletare ulteriori verifiche. La seconda parte della trattazione, infatti, è caratterizzata da un’intervista esclusiva e a dir poco sconcertante. 

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