Per dirti ciao

Redazione Controcampus 21 Luglio 2012

Conosco qualcuno che si è lamentato per i troppi esami all'università, che trovava un problema il non poter andare al mare quando il sole splendeva alto nel cielo.

Qualcun’altro che ha abbandonato gli studi preso dallo sconforto e, qualcun altro ancora invece che si è dato da fare solo per “finire presto”, per avere il cosiddetto “pezzo di carta” niente di più e niente di meno. Tra tante storie di ordinaria amministrazione, tra tanti volti anonimi che spesso ci circondano, capita però qualche volta di imbattersi in un qualcuno di particolare, in una persona che faccia la differenza.

A me e Giusy Iervolino, altra collaboratrice di controcampus, è capitato di scoprire d’avere una conoscenza in comune, una persona che in poco tempo ha lasciato un segno indelebile nelle nostre memorie, ed insieme abbiamo deciso di dedicarle queste righe. Se mai vi siete lasciati scoraggiare dalle non rassicuranti notizie che arrivano dal mondo del lavoro, se mai avete pensato di abbandonare i vostri sogni a favore di qualcosa di più “concreto”, se anche una sola volta avete pensato che la vita è ingiusta e che non vale la pena lottare, allora vi consiglio di soffermarvi su queste righe, forse il leggerle vi porterà gli stessi benefici che ha portato a noi, conoscere la persona di cui ci accingiamo a parlarvi.

L’azzurro ed il bianco poco pulito delle pareti di una fredda camera di ospedale che ospitava due persone.-cosi inizia il suo racconto GiusyLa luce, il calore e l’allegria che, miracolosamente, si avvertiva in quella stanza in cui era lei, una ragazza forte, bella, intelligente e sempre gioiosa nonostante lottasse con il mostro che le era dentro. Accanto, una donna che scopriva di avere la stessa malattia e che grazie alla voglia di vivere di lei, di Elisa, ha convissuto col suo male con la stessa forza e la stessa luce negli occhi.

Un angelo, Elisa, ancor prima che si spegnesse, un angelo vivente che nei momenti più difficili dava forza alla sua splendida famiglia che piangeva, nonostante lei ridesse sempre. L’illusione che il male fosse andato via, la notizia che, invece, nonostante la sua forza erculea, quel mostro aveva avuto la meglio.

L’amore per la sua squadra, il Napoli, per la cucina e la sua creatività che, lei sapeva esprimere fabbricando accessori di tutti i generi, di tutti i colori come le sfumature della sua anima.

L’obiettivo di conseguire la laurea magistrale non appena fosse uscita da quella gabbia di cemento che lei rendeva un’incantevole giardino di emozioni e gioia.

Un caffè, alla fine del suo inferno, una fine solo momentanea, purtroppo, nella sua facoltà, nella sede di geologia di San Marcellino in cui non riuscivi a parlarle per più di trenta secondi che, chiunque passava, la interrompeva per salutarla, per essere abbracciato dalla sua indistruttibile vitalità e dal suo sorriso deciso, forte, consapevole che, nonostante tutto, la vita è bella”.

Il mio primo incontro con Elisa, invece, risale all’incirca ad un anno fa, ma è stato come se già la conoscessi da tempo. Quando ti si parla talmente tanto di una persona, finisci per costruirti un idea tua su come questa sia in realtà, basandoti sui tratti salienti della descrizione che ti viene fatta e così un aspetto caratteriale si tramuta in un qualità fisica; Una persona furba?! Generalmente la immagini piccina ed esile, una persona simpatica?! Di solito è grassa e sempre sorridente e così via…
Io però proprio non sapevo come immaginarla una persona malata di tumore o meglio non riuscivo a figurarmela in un modo diverso da quello dei film.
Una figura esile, pallida con la testa coperta da un foulard, ecco chi mi aspettavo venisse ad aprire la porta. Al citofono rispose una voce squillante e limpida, pensai che una persona malata non potesse vivere da sola e che, probabilmente chi ci aveva inviato a salire fosse qualcuno che le prestava assistenza e della stessa idea fui anche quando a farci accomodare in casa trovammo una ragazza bruna, piena di vita, che senza mai interrompere le sue faccende domestiche si scusava per il disordine.
Per circa un quarto d’ora rimasi in silenzio, seduta in un angolo aspettando di conoscere “ la malata”, ma poi quella ragazza cosi energica e solare si voltò verso di me ed asciugandosi le mani con uno strofinaccio da cucina mi sorrise dicendo

Perdonami, sono talmente indaffarata che non mi sono presentata, piacere Elisa” e mi strinse la mano saldamente.
Rimasi senza parole, per un attimo credevo mi stesse prendendo in giro, “la malata” era lei, la persona che avevo immaginato non esisteva, nessun foulard, nessun capello in meno e tanto meno nessuna badante, soltanto una ragazza forte, vigorosa e autonoma che, metteva ordine in casa sua.

Una ragazza come tutte le altre, una mia coetanea. A vederla non l’avrei mai detto, mai sarei arrivata a pensare che una persona con una luce di quella intensità riflessa negli occhi, stesse così male. Un attestato di laurea spadroneggiava appeso ad una parete bianca e sulla scrivania quello della specialistica aspettava il momento di essere incorniciato a sua volta . Una stanza piena di pipistrelli “peluche” , ci aveva scritto la tesi, ed è grazie a lei che ho scoperto che la convinzione che siano ciechi è soltanto una diceria. Parlava al futuro, io tutt’ora stento a crederci quando ci ripenso, nonostante la consapevolezza che il “domani” sulla quale coltivava tante speranze, probabilmente non sarebbe mai arrivato, Elisa continuava a fantasticare.

E ha continuato a farlo anche quando e peggiorata, quando la malattia l’ha distrutta dall’interno. Aveva un tumore, di quelli aggressivi, eh si parlo al passato perché proprio ieri, il giorno venti luglio, Elisa ha perso la sua battaglia, ma nonostante tutto ciò, nonostante per lei riuscire a vedere anche un solo “domani” fosse un miracolo, non ha mai smesso di pensare al suo futuro. Aveva fatto domanda per il dottorato. Credo che sia stata una scelta dettata dalla speranza “di un domani migliore”, che credesse intensamente nelle porte che un titolo di studio può, nell’importanza che ha, basare da subito delle fondamenta resistenti per il proprio futuro. Anche se questo è incerto.

Questo è il ricordo che in pochi giorni una persona speciale ha lasciato nella mente di due ragazze come lei che, per vari fattori non hanno avuto la possibilità di conoscerla meglio. Due persone che ricorderanno per sempre il suo attaccamento alla vita e la sua forza d’animo che, l’hanno portata a concentrare le sue forze su obiettivi che alcuni di noi tendono a sottovalutare o, a prendere sotto gamba mossi da pigrizia e svogliatezza. Una persona che ha inseguito i suoi sogni e tenuto strette le sue speranze fino alla fine.

Di sicuro dove sei ora i tuoi adorati pipistrelli potrai studiarli da un punto d’osservazione migliore.

Citando le parole di chi le ha voluto molto bene ….semplicemente ciao…. :*

fonte immagine. blog.libero.it

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto