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4 luglio 2012

Professoressa inglese si finge malata di cancro

Si sa, fare l’insegnante non è un lavoro semplice.

Bisogna avere a che fare con tanti ragazzi che attraversano un’ età molto difficile e che, spesso, per partito preso, provano odio e rancore nei riguardi dei professori, considerati la causa principale dei propri problemi.

E, per i docenti che sentono davvero la “vocazione” dell’insegnamento, la stima, il rispetto e la simpatia dei propri alunni sono elementi fondamentali per trarre soddisfazione dal proprio lavoro.

Lo sa bene Nicola Hibberd, una docente di 44 anni, impiegata nella scuola Park Junior School, una scuola che si trova nel piccolo paese inglese di Shirebrook.

Pur di risultare “simpatica” ai suoi piccoli alunni, ha scelto di fingere per quattro lunghi anni di essere affetta dalla malattia del secolo, un cancro in fase terminale, così da ricevere affetto da parte di studenti, colleghi e genitori.

La truffa è stata scoperta dal preside dell’istituto, Steve Hewitt-Richards, che, analizzando una lettera del medico di Nicola, ha notato che essa era una copia quasi perfetta di un testo esposto sul sito web Macmillan Cancer. Il preside ha portato avanti le proprie indagini, contattando Nottingham University Hospitals, ed ha capito di essere dinanzi ad una truffa vera e propria.

La professoressa Nicola è stata immediatamente destituita dal suo incarico di insegnante, per condotta professionale inaccettabile.

Una storia davvero triste quella di Nicola che, al di là dell’indignazione che suscita il suo atteggiamento totalmente amorale e privo di etica, pone l’accento sulla difficile condizione psicologica di molti docenti.

Siamo ben lontani dai tempi in cui gli alunni provavano un doveroso anche se eccessivo rispetto per una figura riguardevole qual è quella dell’insegnante:  oggi i professori sono in una lotta continua contro i capricci e le prepotenze di adolescenti appoggiati da genitori sconsiderati che credono di aver generato creature infallibili.

Ed è per questo che, in casi estremi, insegnanti come Nicola perdono la testa ed elemosinano pietà con lo strumento più infantile e allo stesso tempo infallibile del mondo: fingersi in fin di vita.

Bisogna condannare un atteggiamento del genere? Assolutamente sì. Ma bisogna soprattutto chiedersi quali sono i motivi intrinsechi che portano un essere umano a compiere un gesto tanto folle.

 

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