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19 luglio 2012

Spending review e Beni Culturali

Nell’ambito della spending review approvata il 5 luglio dal Consiglio dei Ministri sono state introdotte alcune significative disposizioni di interesse del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Come già annunciato in precedenza dal Ministro Corrado Passera, sarà liquidata la Arcus s.p.a., Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo, la cui missione era la promozione di iniziative legate ai beni culturali e al mondo dello spettacolo. Per la società è prevista la nomina di un commissario liquidatore con il compito di portare a conclusione le attività entro il 31 dicembre 2013.

Già a partire da quest’anno, l’assegnazione delle risorse a favore di progetti di conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale che spettavano alla società avverrà direttamente tramite il MiBAC che, si legge nel comunicato del Ministero, “di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasposti, individuerà i criteri e gli indirizzi esclusivamente per la realizzazione di nuove e mirate iniziative di assoluta rilevanza nazionale e internazionale”.

I fondi destinati ad Arcus nel triennio 2010-2012 sono stati ingenti e hanno suscitato numerose polemiche.
Già nel 2010 un’inchiesta di Carmelo Lopapa su La Repubblica denunciava un piano triennale di gestione di 200.000 di euro “distribuiti a discrezione, senza controlli” (seguita dalla risposta di Ettore Pietrabissa, Direttore Generale Arcus S.p.a.). A marzo 2012 sullo stesso quotidiano la proposta del Ministro Passera di chiudere la società era riportata in un articolo di Corrado Zunino ricco di dettagli sulle spese discutibili della società.

Lo stesso Ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, intervenendo in Commissione cultura al Senato, ha dichiarato che Arcus, pur nata con obiettivi positivi “nella realtà in questi anni ha avuto uno svolgimento più complicato, in quanto spesso è venuta a duplicare l’opera delle strutture ministeriali: da qui la necessità di un ripensamento”. “La scelta del 3% dei fondi per le infrastrutture da destinare alle attività culturali è giusta e va mantenuta“, ha precisato Ornaghi.

La razionalizzazione dei costi interesserà anche la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia che sarà trasformata in Istituto Centrale del MiBAC. La dotazione economica della scuola non verrà diminuita, spiega il Ministero, “e sarà focalizzata sulla didattica ancor più che nel recente passato. Il nuovo Istituto erediterà dalla Fondazione tutte le attività della Scuola, mentre la Cineteca Nazionale sarà d’ora in poi valorizzata in stretta sinergia con l’archivio dell’Istituto Luce Cinecittà, anche affinché entrambi siano pienamente integrati nei percorsi formativi, didattici e di promozione culturale della Scuola stessa”.

Fonte foto: http://monumentiroma.xoom.it

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