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5 luglio 2012

Tagli all’università, i conti non tornano

Dopo la polemica suscitata dalla probabile “eliminazione del valore legale del voto di laurea” e, dall’annesso questionario online, di cui non si è avuto più notizie dopo la chiusura delle votazioni, il governo Monti torna ad allungare le mani sull’Università.

LO SCANDALO– risale a ieri la “fuga di notizie” che vedrebbe l’Università italiana soggetta ad ulteriori tagli a favore delle scuole private, manovra che ha suscitato l’indignazione di Sonia Alfano, eurodeputata e Presidente della Commissione Antimafia Europea.

 “Meno male che i tecnici al governo sono professori, altrimenti credo che scuola pubblica e università sarebbero state abolite del tutto. 200 milioni di tagli sono un chiaro sintomo di scelleratezza, soprattutto dopo le ‘manovre’ del governo Berlusconi, specie se nel contempo vengono rigonfiati i portafogli degli istituti privati. Si tratta di scelte inique che non argineranno il dilagare della crisi economico-finanziaria, anzi, temo non si voglia far crescere il Paese. Un Paese che vuole puntare concretamente allo sviluppo non si priva dell’istruzione, della ricerca e della cultura. Monti non se la prenda se poi diciamo che questo governo colpisce i giovani e risponde ai dettami delle lobby. Se vuole smentirmi tassi i grandi patrimoni e risparmi sulle missioni militari all’estero, che ci stanno costando tantissimo anche in termini di vite umane. Si possono recuperare così le risorse di cui il Paese necessita”.

Questa è solo una parte della dichiarazione rilasciata dal ministro Alfano sul suo sito internet http://www.soniaalfano.it/.

LA SMENTITA – In giornata sarebbe però arrivata la parziale smentita, i probabili tagli all’Università ammonterebbero a duecento milioni, ma non saranno spesi a favore delle scuole pubbliche. La notizia sarebbe stata diffusa dal sito dell’agenzia Dire , aggiornato tramite fonti ministeriali.

 «i capitoli scuola privata e università non sono vasi comunicanti»

Recita in chiusura la dichiarazione, che è possibile leggere per intero al link sopraindicato. Smentita o meno, il taglio è l’unica certezza di tutta questa vicenda, in quanto è ancora oscura la destinazione dell’ulteriore somma sottratta agli Atenei italiani. Denaro che si andrebbe ad aggiungere agli 1,5 miliardi già tagliati nel 2008.

I TUMULTI- Insomma, “La Spending Review” e il suo attacco a tutto ciò che di tagliabile c’è all’interno della spesa pubblica, non è andata giù proprio a nessuno e, in attesa della conferma o meno sui tagli da parte del governo, ecco che arrivano le prime dichiarazioni di malcontento.

«Siamo ad un ulteriore capitolo del processo di demolizione dello stato sociale e dei diritti del lavoro – spiega Domenico Pantaleo, segretario di Flc-Cgil – Sanità, tagli all’università, soldi alle scuole private. Nella spending review c’è l’idea che tutto ciò che è pubblico dev’essere ridimensionato in perfetta linea con quanto Monti ha fatto sulle pensioni, il lavoro e l’aumento delle tasse».

Stando a quanto riportato dal blog.ilmanifesto.it, dal quale è tratta la sopracitata dichiarazione, i vari sindacati di scuola ed Università sarebbero in fermento, rendendo più reale l’ipotesi di un settembre all’insegna degli scioperi.

Il tutto però, in attesa della decisione del governo, resta soltanto un cumulo di congetture. L’ardua sentenza è quindi rimandata al cinque luglio, che rischia di essere ricordato dai posteri, vedremo poi se in maniera negativa o meno.

 

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