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2 luglio 2012

Tentate violenze sessuali su studentesse in Unical

Tre casi dal 18 al 28 giugno a Unical. In dieci giorni la serenità di chi vive il campus universitario di Arcavacata si è sporcata dell’ennesima vigliaccheria di quelli che ancora hanno come retaggio la mancanza d rispetto delle diversità di genere

La Procura di Cosenza ha aperto un’inchiesta. Speriamo di vederne la luce.

Abbiamo cominciato con il fermo del guardone che si masturbava nel parcheggio, poi una giovane  studentessa di 22 anni, spagnola arrivata  all’Unical con il progetto Erasmus.

La ragazza, dopo aver seguito le lezioni, verso le otto di sera, tornava all’alloggio con un’amica, quando è stata improvvisamente aggredita da un ragazzo. È stata la reazione dell’amica che ha aggredito il ragazzo, urlando con quanto fiato aveva in gola fino a farlo desistere e scappare via. Anche qui una denuncia e un identikit.

Ieri l’ultima denuncia di una ragazza di 24 anni, assalita da un uomo col volto semicoperto, che ha tentato di bloccarla e violentarla. La studentessa universitaria cosentina è stata assai lucida da fornire una descrizione dell’uomo che l’ha aggredita.

L’ultimo caso è emblematico: dopo essere stata afferrata alle spalle, mentre rientrava nel suo alloggio, da un uomo che ha iniziato a toccarla, la studentessa ha gridato a tal punto che è stato l’aggressore stesso a darsi alla fuga.

Una pura coincidenza, un sospiro di sollievo, le è andata bene. Questi sono i commenti a caldo che sembrano innocui.

È necessario  alzare la guardia, essere vigili, essere solidali con le vittime e non rimanere da sole, in nessun luogo del campus. È l’ora della solidarietà tra i generi, maschile e femminile, tra compagni di corso e di facoltà.

Il problema grave è la mancanza di guardiania nel campus universitario. Neanche le telecamere di sorveglianza.

Quando è nata l’Unical il progetto di sicurezza del campus era stato considerato e qualche guardiano c’era anche al di là della sbarra dell’allora Centro residenziale. Poi questioni di badget hanno eliminato il problema alla radice.

Su questo insiste Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili, che all’ennesimo episodio di molestia all’università, ha chiesto che venga subito istituito un adeguato e efficace servizio, con telecamere, di sorveglianza nelle zone più isolate e particolarmente a rischio e un posto fisso di polizia all’interno dell’Unical.

Sono molti e pericolosi i luoghi e le fasce orarie pomeridiane e serali sulla mappa del campus, i momenti critici sono di sera, quando i dipartimenti sono chiusi e dal ponte non si ha più l’accesso agli ascensori che portano ai parcheggi.

Non è comunque migliore la situazione all’esterno dei cubi, per percorrere il tragitto fino all’uscita tocca infilarsi nel parcheggio dell’Aula Magna o avventurarsi per la lunga e oscura scalinata che, dal ponte Bucci arriva fino al parcheggio di Linguistica, attraversando praticamente tutta la lunghezza del ponte, ma in senso trasversale.

La situazione non migliora lungo il tragitto fino agli alloggi, ovunque qualcuno si può nascondere e saltare fuori, specie nei momenti in cui il flusso di studenti si dirada o ci si attarda con esami o corsi.

Melina Rende

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