Stalking a scuola: molestie ai danni del compagno di classe

Mario Ragone 13 Novembre 2020

Cos'è lo stalking a scuola: quando si verifica, come dimostrare le molestie dei compagni di classe, conseguenze psicologiche dello studente stalkerizzato e rimedi.

Il punto degli esperti Avvocato Penale Cecchino Cacciatore e Mattia Cirino, e della Psicologa Anna Quaglia.

I fatti di cronaca relativi allo stalking scolastico o in casi diversi, verso minori o sul lavoro, riguardano persecuzioni, comportamenti molesti, offese e violenze fisiche o verbali. Lo scenario in cui opera il persecutore è tra i più disparati: su Facebook e sui social network in generale. Ma anche su Whatsapp, e quindi con telefonate e messaggi possono essere praticati atti persecutori. Quegli atteggiamenti tipici del “molestatore assillante” possono avere ripercussioni psicologiche e sociali ai danni della vittima.

Quando si verifica lo stalking a scuola ci troviamo di fronte ad una triste realtà che fa emergere un forte disagio sociale. Ma prendere di mira qualcuno tra i banchi di classe, perpetrare atti di bullismo ai danni del compagno di scuola, può essere considerato un reato?

E’ stalking a scuola se il bullo tormenta il compagno di classe, così come nei confronti dei professori sempre più spesso i fenomeni di persecuzione appaiono in netta crescita. Ma quando si può fare una denuncia? Le molestie inflitte a scuola possono avere conseguenze psicologiche, più o meno gravi a seconda della fragilità della vittima. O dei modi in cui il reato si perpetua e dura nel tempo. Quando persistono atti di bullismo ai danni di un compagno di classe, come difendersi legalmente? Quando si configura il reato di stalking scolastico?

Ne abbiamo parlato con i legali Cecchino Cacciatore e Mattia Cirino, per capire qual è la condizione di procedibilità affinché si possa parlare del reato di atti persecutori, ad esempio. Ma oltre alle misure cautelari, vediamo anche quali sono le conseguenze psicologiche più o meno gravi, con la psicologa Anna Quaglia.

Insieme a questi ultimi abbiamo esaminato il fenomeno per meglio comprendere cosa fare, come dimostrare le molestie, qual è la pena e le conseguenze normative. Oppure quali sono le ricadute di natura psicologica, oltre che i possibili rimedi e terapie.

Stalking a scuola: quando si verifica e come dimostrare le molestie ai danni del compagno

Capire, in caso di stalking a scuola, cosa può fare la vittima, è la prima forma di difesa.  Quando si verificano atti persecutori, denunciare a professori e preside è la prima cosa che viene in mente. Ma come dimostrare le molestie del bullo ai danni del compagno? I genitori possono sporgere denuncia/querela, e qual è la pena dello stalking a scuola? Un primo approccio alla tematica, dunque, di carattere normativo, per il quale abbiamo interpellato i legali Cecchino Cacciatore e Mattia Cirino:

“Volgendo lo sguardo a ciò che accade in Italia, giova in primis evidenziare che il bullismo non è sottoposto ad alcuna regolamentazione sanzionatoria. Questo sia sul piano civile sia su quello penale, nonostante esso sia particolarmente diffuso nei rapporti interpersonali dei più giovani, per lo più studenti ancora inseriti nel sistema scolastico nazionale. Vero è che il tema, almeno nell’ipotesi del cyberbullismo, è stato di recente interessato dalla novella normativa della legge n. 17 del 29 maggio 2017 (cd. “Buona Scuola”), recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 3 giugno 2017”.

“Ai fini della presente trattazione, sono senz’altro utili i dati Istat forniti sul tema del bullismo (i più recenti riguardano l’anno 2015). Essi mostrano che più̀ del 50% degli intervistati nella fascia di età 11/17 anni dichiarava di essere stata vittima di offese o atteggiamenti violenti. Uno su cinque di questi ragazzi dichiarava addirittura di aver subito azioni simili una o più̀ volte al mese. Il 9,9% delle ragazze subisce atti di bullismo una o più̀ volte a settimana, rispetto all’8,5% dei maschi. In particolare, il cyberbullismo è particolarmente frequente nelle fasce d’età più giovani, in particolare fra i pre-adolescenti, chiaramente meno “pronti” ad utilizzare gli strumenti informatici. Circa il 7% dei bambini tra 11 e 13 anni è risultato vittima di prepotenze tramite cellulare o Internet una o più volte al mese, contro il 5,2% tra i ragazzi dai 14 ai 17 anni”.

Reato del bullo: quando si verifica e conseguenze

Entriamo ora più nello specifico del reato di stalking a scuola cercando di capire quando si verifica e quali sono le conseguenze. Seguiamo ancora una volta il parere in merito dei legali Cacciatore e Cirino:

“Il fenomeno del bullismo non risulta previsto e punito da una specifica fattispecie delittuosa ma “vive di luce riflessa” poiché ad esso si applicano i rimedi repressivi adottati contro l’autonomo reato degli atti persecutori (cd. stalking), sanzionato dall’art. 612 bis c.p. In tal modo, nasce la figura dello “stalking scolastico” come species del più ampio genus della fattispecie di reato. Ad esso possono essere associati i concetti utilizzati dalla dottrina e dalla giurisprudenza per chiarirlo come fenomeno di molestie assillanti. Cioè un insieme di comportamenti ripetuti ed intrusivi di sorveglianza, controllo, ricerca di contatto e comunicazione. Questi possono degenerare nella vera e propria violenza nei confronti di una vittima che non gradisce i citati comportamenti, fonte di fastidio, preoccupazione, o comunque, di uno stato di sofferenza psicologica”.

“Per quanto concerne i rimedi apprestati dalla normativa di riferimento appare utile ricordare che è stata estesa al cyberbullismo la procedura di ammonimento prevista dalla materia (art. 612-bis c.p.). Così come la richiesta di misure cautelari personali nei confronti dell’indagato, quali il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. E’ bene ricordare che il reato di stalking nei confronti di minori è procedibile d’ufficio e, pertanto, non è necessario procedere a formale denuncia/querela, essendo possibile segnalare i fatti alle forze dell’ordine o ai servizi sociali territoriali”.

Conseguenze psicologiche dello studente stalkerizzato a scuola e rimedi

Passiamo ora al focus sulle conseguenze psicologiche dello stalking a scuola e i rimedi possibili. in tal senso seguiamo le indicazioni fornite dalla psicologa Anna Quaglia:

“Lo studente stalkerizzato è innanzitutto una vittima, quindi presenta i connotati di una persona che ha subito un abuso. Essa in primis vive in uno stato perenne di paura e angoscia in quanto si sente continuamente spiato e perseguitato. Quindi subisce una minaccia della propria libertà e della propria intimità. La vittima poi varia a seconda del tempo e durata del fenomeno subito. Ci sono stalking a scuola e non solo, che possono durare giorni, altri mesi o addirittura anni. Questo protrarsi del fenomeno comporta in chi lo subisce una patologia psicotica, un disturbo quindi affettivo-delirante. La vittima pensa poi di non essere creduta essendo lo stalker un soggetto che utilizza la manipolazione. Quest ultimo, infatti, cerca di sedurre e ingraziarsi le attenzioni della persona mirata” – spiega la dottoressa Quaglia –

“Quindi – prosegue – la vittima che inizialmente è piacevolmente sorpresa di tutte queste attenzioni, finisce poi per esserne oppressa. Motivo per il quale si possono verificare disturbi non solo d’ansia, ma anche del sonno, o di carattere alimentare. Alcuni sviluppano poi problemi di depersonalizzazione o abuso di alcool, droghe ed ipotesi di suicidio. Lo stalking arriva anche a generare il disturbo post-traumatico da stress, uno dei più gravi nel cluster dei disturbi ansiogeni. Una vittima che soffre di questo ha bisogno di una terapia di natura cognitivo-comportamentale. Un grosso beneficio possono darlo poi anche i gruppi di auto-aiuto e i familiari affrontando il problema e non negandolo”.

© Riproduzione Riservata
avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto