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28 luglio 2012

Test sbagliati nei tirocini e i neolaureati fanno ricorso

I quiz di ammissione ai TFA (Tirocini Formativi Attivi), la novità della Gelmini per ottenere l’abilitazione all’insegnamento, sono risultati imprecisi già nella graduatoria di 7 classi di concorso su 11. I primi risultati pubblicati dal Cineca (consorzio interuniversitario che gestisce la selezione) dimostrano l’alta difficoltà e le ambiguità dei quizzoni a cui i candidati si sono sottoposti.

Le prime polemiche sono scoppiate a seguito dei risultati della classe di concorso A036: Filosofia, psicologia e scienze delle formazione nei licei di Scienze umane (ex Magistrali), dove 141 candidati su 5.000 sono riusciti a passare con il punteggio minimo, mentre il posti disponibili erano ben 588. Secondo alcuni laureati le domande dei test riguardavano autori di minore importanza, tanto che a scuola non si studiavano nemmeno.

Il peggio è arrivato con gli esiti per l’abilitazione in altre discipline d’insegnamento: nella classe di concorso per insegnare Francese alla scuola media, su 765 posti disponibili soltanto 96 candidati sono stati ammessi (il 12,5%). Inoltre, solo due domande presenti nel test per questa disciplina sono state considerate “sempre corrette”, a prescindere da ciò che i candidati avevano segnato nel test. Si prevede una sfilza di ricorsi.

Per una delle ultime classi di concorso pubblicate, A042 (Informatica), le domande che secondo il ministero erano considerate “sempre corrette” mentre invece risultavano sbagliate o ambigue, erano addirittura sei.

Secondo la riforma Gelmini sulla formazione per diventare insegnanti di scuola media e superiori è necessario iscriversi ad un corso di studi quinquennale e a seguire un anno di tirocinio sul campo. Alla fine di tutti gli esami e della tesi si otterrà l’abilitazione all’insegnamento. Ma in questa fase di transizione dal vecchio al nuovo sistema, il relativo decreto dello scorso anno prevede che coloro che sono già in possesso di una laurea possono partecipare al solo Tirocinio, rigorosamente a numero programmato e sono gli atenei ad organizzarne la selezione e il tirocinio stesso.

Parecchi candidati poco contenti si sono chiesti: «Chi ha predisposto le domande?», ma alla domanda Viale Trastevere tace e considerare alcune domande “sempre corrette” a prescindere da tutto il resto, crea un “autogol” ammettendo implicitamente gli errori nei test di ammissione, da quest’anno l’unica possibilità per i neolaureati per accedere alla carriera di insegnante.

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