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11 luglio 2012

The Rolling Stones, 50 anni e non sentirli

La loro prima, storica esibizione al Marquee di Londra risale al 12 luglio di ben cinquant’anni fa. C’erano già i Beatles, il rock’n roll, la minigonna e il movimento di ribellione giovanile non avrebbe tardato a manifestarsi.

Tuttavia nessuno immaginava che quel gruppo composto, inizialmente, da soli quattro ragazzi inglesi:  Mick Jagger (voce, armonica), Keith Richards (chitarra solista, cori), Ronnie Wood (chitarre, cori) e Charlie Watts (batteria, percussioni); avrebbe rivoluzionato l’intera storia della musica rock.

The Rolling Stones sono un fenomeno inspiegabile, ancora oggi, per molti. La loro storia è sopravvissuta a polemiche, contrasti, separazioni, progetti paralleli e reunions.

Hanno saputo fondere il sound del buon vecchio ritm’n blues made in U.S.A. con uno stile ancora più graffiante e sporco che poco ha a che vedere con il tipico aplomb  britannico.

Da qui la nota, quanto sterile, polemica con i più educati e politically correct Beatles (e stiamo parlando della band di John Lennon) che ha accompagnato la carriera delle “pietre rotolanti” fin dagli esordi.

Provocazioni e sregolatezze da vere rock star nei testi delle canzoni e nella vita reale non sono mai mancati anzi, sono stati una caratterizzazione della band e, per citarle tutte, non basterebbe un’intera pagina di controcampus!

Qualcuno ricorderà storie legate a barrette al caramello, qualcun altro “simpatie” per il maligno o la strana fine che potevano fare le ceneri dei genitori defunti …

Stessa storia per quello che riguarda il rapporto con gli stupefacenti, di cui tutti i componenti della band sono stati in larga parte consumatori accaniti. Circa la fenomenale resistenza alle droghe da parte del leader del gruppo, in molti si sono interrogati e c’è chi, Rocco Fortunato, ha anche dedicato il titolo di un suo libro – I reni di Mick Jagger- alla questione.

Eppure sono ancora qui.

Niente è riuscito a fermarli e, sebbene continuino i progetti da solisti, anche in campi extra musicali, come nel caso del chitarrista-pirata dei Carabi, Keith Richards, The Rolling Stones continuano più che mai a “rotolare” tra una hit e l’altra.

I loro fan della prima ora, probabilmente, non gli perdoneranno mai gli scivoloni degli anni Ottanta e Novanta, ma i fan, come si sa, vanno e vengono e una band come loro in una cosa riesce dannatamente bene: trovarne sempre di nuovi, persino tra gli insospettabili adolescenti del nuovo millennio che, magari, hanno le loro magliette ma non sanno nemmeno distinguere Angie da Satisfaction.

E’ innegabile che, ancora oggi, Londra non ha dimenticato i suoi ribelli di un tempo ed il merchandising con il celebre logo della bocca con la lingua di fuori vende che è una meraviglia.

I tour in giro per il mondo, poi, sono un vero miracolo tanto che un regista premio oscar come Martin Scorsese ha pensato bene di realizzarne anche un docu-film ad alto tasso scenografico: Shine a Light del 2008

Cosa dire di più?

Buon compleanno “ragazzi”, continuate così e sempre e comunque Rock’n roll!

Ah dimenticavo, da chi ha preso il nome la rivista musicale più famosa al mondo?

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