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10 luglio 2012

Toronto meets Verona

Toronto e Verona più vicine grazie al progetto di internazionalizzazione del Centro Studi Interculturali dell’ateneo. Per dieci giorni l’università scaligera ospiterà 14 studenti della University of Toronto selezionati tra dottorandi e aderenti ai programmi che frequenteranno lezioni e parteciperanno ad attività pratiche e di ricerca nell’ambito degli studi interculturali. Una iniziativa che si ripropone per il secondo anno frutto di un accordo tra il Centro Studi Interculturali diretto da Agostino Portera e il dipartimento di Teoria e studi politici dell’università canadese diretto da John Portelli.

Quando tutto è iniziato. Portelli ha raccontato che il progetto è nato da una serie di coincidenze avvenute circa 3 anni fa, quando ha conosciuto Portera in seguito ad un convegno. Portelli si occupava di tematiche relative alla leadership politica, educazione, giustizia sociale ed equità; Portera di studi interculturali. I due hanno avviato una collaborazione immediata, tenendo corsi e seminari nelle rispettive università. L’iniziativa ha suscitato fin da subito grande interesse tra gli studenti e, con il tempo, si è trasformata in un ciclo di lezioni di compresenza Portelli-Portera fuori dalla sede canadese con cadenza annuale. Quest’anno i ragazzi canadesi a Verona frequenteranno un corso di dieci giorni, ma Portelli continuerà a dare il suo contributo alle lezioni di dottorato dell’ateneo scaligero fino a fine luglio.

10 giorni di attività. I ragazzi ospiti rappresentano 6 tra gli 11 programmi di studio dell’Ontario Institute for studies in education all’università di Toronto e a Verona seguiranno un corso di 36 ore totali insegnato da Portelli in compresenza con Portera. Si tratta di un normale corso universitario, con la vantaggiosa differenza del trasferimento fisico nell’ateneo scaligero, in un contesto diverso da quello di appartenenza. Alle lezioni si aggiungono incontri tenuti da ricercatori italiani in collaborazione con Portera e attività pratiche di studio sul territorio, come le visite alle scuole della città. “Il progetto è valido per tre aspetti – ha affermato Portelli – quello teoretico, quello di ricerca offerto dalle lezioni con i dottorandi, ma soprattutto quello pratico che avvicina i ragazzi ai problemi di integrazione nelle scuole”. I canadesi in trasferta coglieranno anche l’occasione per visitare la città. “Credo che queste siano le iniziative didattiche del futuro” ha esclamato entusiasta Portera.

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