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24 luglio 2012

Udu & Spending Review: “omicidio dell’università pubblica”

L’Udu, l’Unione degli Universitari, dopo l’approvazione del decreto sulla Spending Review, ha delineato uno scenario inquietante per gli studenti che al ritorno dalle vacanze potrebbero trovarsi le tasse aumentate del 71%.

Il Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, ha così commentato: “Elaborando i dati del Ministero dell’Università si vede perfettamente la volontà perversa che si nasconde dietro a questo provvedimento: scaricare almeno 600 milioni di euro sulle spalle degli studenti e cancellare ogni limite alle tasse degli studenti fuoricorso o extracomunitari: l’omicidio dell’università pubblica”.

Le università non dovrebbero chiedere ai ragazzi contributi che superino il 20% del Fondo di finanziamento ordinario, ma nella Spending Review, non rientrano nel conteggio delle tasse gli studenti fuoricorso ed extracomunitari, per i quali, dichiara Orezzi “non ci sarà più alcun limite. E’ nei fatti un liberalizzazione delle tasse studentesche mascherato, con fuoricorso e extracomunitari l’aumento potrà essere anche oltre il miliardo di euro”.

Dal comunicato diffuso dall’UDU si apprende che dopo la Spending Review, le università che si trovano ancora oltre la soglia di tassazione, sarebbero quelle di Bergamo, Insubria, Statale e Bicocca di Milano, Modena e Reggio Emilia, Parthenope di Napoli, Ca’ Foscari di Venezia e Urbino.

L’aumento medio stimato a livello nazionale, secondo l’Udu, sarebbe “di 650 euro, pari al 71%. con punte di oltre 1400 euro per Sassari e l’Università della Basilicata e 1300 euro per Cagliari […] mentre a La Sapienza e Siena aumenti possibili di oltre 1100 euro, a Palermo 1100 euro, a Messina e Foggia oltre 950 euro, a Perugia oltre 900, a Macerata e Firenze oltre 700 euro, a Pisa circa 680 mentre a Bari aumenti di più di 600 euro per l’università e più di 700 euro per il Politecnico

Orezzi conclude: “Il Governo sta uccidendo l’università pubblica. Scaricare oggi 600 milioni di euro sulle spalle degli studenti universitari e delle loro famiglie è un atto di una gravità senza precedenti. La Costituzione e il diritto allo studio universitario non possono essere cancellati con poche righe inserite a tradimento in una legge. Il Governo deve immediatamente cancellare questa previsione senza se e senza ma. Siamo pronti a scendere in tutte le piazze d’Italia. Chiediamo l’immediato intervento del Presidente della Repubblica e siamo pronti a ricorrere anche alla Corte Costituzionale: non accetteremo in alcun modo questo scempio” […] “Nei giorni scorsi il Ministro Profumo ha dichiarato che i fuori corso in Italia sono un problema. Dal governo dei tecnici non abbiamo bisogno di etichette ma di risposte ai problemi: perché’ non si prova a capire perché’ ci sono i fuori corso? Perché’ usarli come ‘arma’ per giustificare una liberalizzazione mascherata delle tasse universitarie? Perché’ non dire la verità: quasi in 50% degli studenti italiani lavora per mantenersi gli studi, perché  l’italia e’ l’ultimo Paese europeo per investimenti in diritto allo studio. Quello e’ il vero problema, non e’ assolutamente un fenomeno culturale. Invece si fa finta di non vedere il problema e intanto,con questo provvedimento, si attenta la natura pubblica dell’università  italiana’.

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