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29 novembre 2012

Unisa verso il voto, ecco l’associazione Futura

Meno di una settimana e il popolo studentesco dell’Università di Salerno sarà chiamato alle urne – a distanza di ben 4 anni dalle precedenti elezioni – per scegliere i rappresentanti degli studenti per il prossimo biennio.

E continua il nostro viaggio all’interno del mondo associativo, una realtà che presenta sicuramente tante luci, ma anche qualche ombra che spesso causa il malcontento e la sfiducia degli studenti nei confronti delle associazioni universitarie.

Nelle “pubblicazioni” precedenti abbiamo scoperto i programmi e le proposte di Aisfa, il FaroAlf, Panta Rei e Juris Lab. Oggi vi proponiamo l’incontro che abbiamo avuto con alcuni esponenti di Futura, una delle realtà associative più longeve dell’Ateneo salernitano.

Parlateci di com’è nata l’Associazione che rappresentate.

 “L’associazione Futura è tra le associazioni storiche dell’Università di Salerno, è nata circa 30 anni fa, quindi in un periodo storico per l’istruzione italiana, ma per l’Italia in genere, particolarmente sensibile. E’ nata dall’idea di alcuni studenti mossi anche da ideali di sinistra che sentivano un vuoto ed uno scollamento netto tra la classe docenti e il corpo studentesco, distanza che secondo noi ancora non è stata colmata. L’evoluzione storica della nostra Repubblica ha inciso nettamente anche sui cambiamenti all’interno delle università, con le diverse “riforme” sull’istruzione che i vari ministri ci hanno imposto. Allo stato l’associazione Futura come tante altre vive grazie ad un gruppo di amici, di qualsiasi colore politico, che mette a disposizione il proprio tempo, le proprie esperienze, informazioni, sensazioni, per gli studenti in modo completamente gratuito.”

Quali sono le vostre attività principali?

“Non abbiamo un attività principale perchè non esiste un’attività secondaria per chi davvero vuol fare rappresentanza; promuoviamo qualsiasi attività che riteniamo utile e apprezzata dai nostri colleghi studenti di natura socio-culturale: organizzazione convegni, seminari, attività musicali o sportive. Tra queste vorrei ricordare un’iniziativa a me cara giunta ormai alla seconda edizione : “Diversabilità e sport”, un’iniziativa che anche quest’anno ha riscosso molto successo, un modo come un altro per parlare dello sport, ma questa volta come mezzo di integrazione sociale per i diversamente abili, promuovendo anche dei corsi di “Danceability” grazie alla collaborazione del CUS Salerno, tentando attraverso la partecipazione della delegata alla disabilità Giulia Savarese, docenti dell’Università di Salerno, consiglieri regionali e del comune di Salerno di far luce lì dove ce ne sia bisogno circa le difficoltà e le problematiche che quotidianamente i disabili possono incontrare all’interno del Campus.”

A breve ci saranno le elezioni universitarie. Come vi state muovendo in questo senso e quali saranno i vostri candidati?

“Per quel che riguarda le imminenti elezioni l’associazione Futura partecipa attivamente in tutte le facoltà, sarà infatti rappresentata da diversi studenti che a partire dalle singole aree didattiche hanno deciso in buona fede di affrontare quest’esperienza; tra i vari organi collegiali, Futura sostiene fortemente il progetto della lista ViviUnisa-Agora, una coalizione composta da più associazioni d’ateneo che da anni si occupano di rappresentanza pratica e non solo a chiacchiere, sostenendo fortemente al Senato Accademico per il polo umanistico Giuseppe Mansi, il presidente dell’associazione di Facoltà di Lettere e Filosofia, un giovane con alle spalle un’ottima esperienza di rappresentanza all’interno del consiglio della Facoltà di Lettere.”

Quali sono le vostre idee e i vostri progetti per migliorare l’università e la vita degli studenti?

“I progetti che l’associazione ha sono molto semplici, ma non per questo fondamentali per la vita universitaria dello studente: massima disponibilità per tutti tentando lì dove sia possibile di apportare dei benefici per gli studenti all’interno della jungla universitaria. “Migliorare l’università o la vita degli studenti”? Beh, è difficile! Certo è che noi ci siamo, ma per migliorare davvero qualcosa ci vuole collaborazione da parte di tutti; vogliamo il meglio per noi e di conseguenza anche per i nostri colleghi, abbiamo bisogno di Formazione, di Cultura non dell’illusione della cultura.”

Spesso, coloro i quali fanno parte di queste Associazioni universitarie vengono accusati di protagonismo, di voler entrare a far parte delle istituzioni universitarie solo per un proprio tornaconto personale. E spesso si tratta di studenti che sono anche diversi anni fuori corso. Cosa rispondete?

“Riteniamo che la riforma Gelmini abbia inciso molto sul dato dei fuori corso, perchè pensare di sostenere un numero elevato d’esami in tre anni quando prima erano spalmati su 4 o 5 anni può creare difficoltà a qualsiasi studente, anche se non frequenta necessariamente un’associazione universitaria. Chi davvero si dedica all’associazionismo in modo attivo e alla rappresentanza toglie inevitabilmente del tempo allo studio magari, ma chi non frequenta le associazioni e non vive la propria università a 360 gradi non potrà mai capire ciò. Nessuno di noi è pentito delle scelte fatte a favore dell’associazionismo e a discapito della carriera universitaria. Grazie al mondo dell’associazionismo abbiamo avuto la possibilità di conoscere amici stupendi che resteranno per sempre parte della nostra vita, e anche con gli studi non siamo messi affatto male. Bisogna saper coniugare entrambi gli aspetti.”

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