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10 dicembre 2012

Unifi, a Novoli odissea per un parcheggio

Spicca il volo a Firenze il centro di inanellamento formativo e ricerca

Parcheggi del polo di Novoli Unifi, se li conosci li eviti. Ottocento posti auto sotterranei a cui si aggiunge il centinaio di stalli in superficie che circondano le vie del polo universitario più grande di Firenze

Unifi

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Numeri che non riescono a cancellare l’emergenza auto dei diecimila studenti che ogni giorno invadono il perimetro Pandette-Pertini-Guidoni.

Una grande fetta dei quali, più del 20% stando ai dati Udu del 2008, raggiunge l’ateneo in auto. Un’odissea, quella per posteggiare la macchina, che in mancanza di parcheggio, mette gli iscritti davanti a un bivio: da un lato spengere il motore sopra alle strisce bianche riservate ai residenti delle vie che circondano l’ateneo rischiando di trovare 39 euro di multa sul parabrezza, dall’altro terminare la corsa nella pancia del parcheggio sotterraneo di San Donato al costo di 50 centesimi l’ora.  In entrambi i casi il conto è servito. Specie per chi nelle aule di Novoli trascorre più di quattro ore al giorno.

Facendo due conti – spiega Beatrice Susini, studentessa a tempo pieno che ogni giorno  macina in auto i dieci chilometri che la separano dalle aule, – a fine mese solo di parcheggio gli studenti si trovano a spendere anche cinquanta euro che moltiplicati per gli 11 mesi che il polo resta aperto sono più di cinquecento euro.”

Una mini stangata che in tempi di caro mensa si aggiunge alle spese su libri e benzina. “Non siamo polli da spennare – aggiunge – alcuni di noi pagano anche duemila euro l’anno di retta e almeno il diritto alla mobilità dovrebbe essere garantito”.

Il balzello potrebbe essere ridotto sottoscrivendo l’accordo che prevede la mini tariffa di 30 centesimi l’ora, dopo essersi presentati agli uffici del parcheggio muniti di libretto universitario. Ma c’è chi a pagare non ci sta.  “Fino a due anni fa la viabilità interna al polo – commenta Lisa Mannone, al terzo giro di ronda a caccia di un “buco” libero – era libera e la macchina poteva essere lasciata gratis ai bordi della carreggiata, ora è un inferno”.

A peggiorare le cose ci ha pensato l’invasione dei mille panettoni di cemento sistemati da Palazzo Vecchio ai bordi delle strade interne dell’ateneo. Dissuasori di sosta comparsi gradualmente lungo via Pertini,  serpentone di cemento lungo un chilometro che costeggia il polo, fino a due anni fa riserva di auto a cielo aperto. “Li hanno piazzati – continua – perché nessuno lasciava l’auto a pagamento e il parcheggio sotterraneo restava semi deserto”.

A guardare bene infatti le vie del quadrilatero delle scienze sociali, fra new jersey in cemento, catene e gli odiati panettoni, assomigliano più a un cantiere in costruzione che a strade battute ogni giorno da migliaia di pneumatici. “Più che una questione di sicurezza e rispetto delle regole – dice – assomiglia più a un ricatto: o paghi o non lasci l’auto. I dissuasori avrebbero senso se messi di fronte a un area pedonale oppure vicino ad attività commerciali a cui interdire il traffico ma, piazzati uno in fila all’altro lungo una via che serve solo per accedere all’ateneo, hanno il sapore della beffa”.

Nel mirino degli studenti anche banchine e carreggiate. “Se fossi uno studente disabile – commenta – farei causa a chi ha piazzato questi ‘cosi’ che impediscono l’attraversamento della strada se non in punti precisi, allungando di molto il tragitto”. I dissuasori di parcheggio che separano il marciapiede dalla strada, infatti sono legati l’un l’altro con una catena. Di varchi che permettano a una carrozzina di scendere dal marciapiede in strada, lungo via Pertini, se ne conta soltanto uno.

 “I dissuasori – spiegano dalla Mobilità fiorentina –  servono a tutelare pedoni e gli stessi automobilisti, evitando situazioni di parcheggio selvaggio. La disposizione in serie è obbligata visto che il loro isolamento costituirebbe un ostacolo improvviso per le auto. La soluzione è stata adottata per regolamentare il traffico interno e allo stesso tempo tutelare i residenti della aree limitrofe.”

Tutto in regola insomma. Ma il rompicapo per gli studenti rimane, L’alternativa è pagare oppure unirsi all’esercito di ciclisti e studenti tesserati Ataf che per raggiungere Novoli utilizzano i mezzi pubblici. Oppure sottoscrivere i “pacchetti studio” offerto dall’Immobiliare Novoli Spa, proprietaria della struttura che mette a disposizione carnet da 50 ore a 20 euro l’uno oppure da 30 euro per 100 ore, raggiungendo così una tariffa di 30 centesimi l’ora.

Non è giusto – conclude Lisa – la struttura è stata costruita da appena sette anni, è stata persa una grande occasione di renderla vivibile a tutta la popolazione studentesca, specie ai fiorentini che per venire qui usano principalmente l’auto”.

 

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