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25 luglio 2012

Un libro rivela i segreti di un Keynes “poco socialista”


Ebbene si, il noto economista John Maynard Keynes non era quello che sembrava. Pare infatti che a Keynes piacesse speculare in borsa andando contro quella che era la sua natura socialista. Una contraddizione rilevata da Nicholas Wapshott nel saggio “Keynes Hayek: The clash that defined modern economics” (W.W. Norton & Co), anzi un paradosso, come lo chiama Wapshott, che fa pensare su come le idee pubbliche nascondano spesso modi d’agire privati completamente differenti.

Due economisti inglesi, David Chambers ed Elroy Dimson, hanno pubblicato uno studio sui metodi di investimento di Keynes che rivela come il padre della macroeconomia fosse un giocatore di borsa molto spregiudicato!

E difficilmente sarebbe divenuto uno speculatore di Borsa senza l’ incontro con Oswald Toynbee Falk, soprannominato non a caso «Foxy». Dopo la guerra fu costui che introdusse nella City Keynes, che a sua volta l’ aveva, durante la guerra, assunto al Tesoro. Era un uomo di profilo aquilino elegante, impazziva per il balletto e avversava il socialismo perché, nel ‘ 16, il governo gli aveva sequestrato un Picasso con un indennizzo ridicolo: ma, cosa più importante per noi, maneggiava il mercato dei titoli con la stessa maestria d’ un virtuoso del violino. A lui Keynes dovette tra l’ altro la nomina prima a consigliere, e nel ‘ 19 a presidente della National Mutual Life Assurance Company. E fu ancora lui che guidò il trentaseienne Keynes quando tentò per gioco le sue prime speculazioni, nei ritagli di tempo.

Keynes ha dedicato la sua vita alla lotta dell’economia capitalista, ha scritto tantissimi saggi a riguardo ma  non perse l’occasione di salvaguardare i suoi interessi, andando contro i suoi ideali. E così a metà degli anni 30 il patrimonio di Keynes ammonta quasi a 500 mila sterline, circa 100 milioni di euro di oggi.

In realtà anche Hayek, rivale di Keynes e nemico  dello statalismo non fa meglio visto che nella sua vita ha lavorato un solo giorno in un’azienda privata!

Insomma da quest’analisi possiamo affermare con tranquillità che gli economisti dell’epoca avevano una doppia personalità, un pò come il celebre romanzo di Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”.

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