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16 luglio 2012

Villa Adriana: una storia italiana

Prima di tutto i fatti: il festival, anzi festiVAl internazionale di Villa Adriana sarebbe giunto, quest’anno alla sesta edizione.

Condizionale d’obbligo vista la decisione della Regione Lazio, il cui presidente è Renata Polverini, di togliere ogni finanziamento al festival stesso, decretandone, così, la soppressione.

Forse questa decisione doveva essere considerata in vista di un’altra intenzione della stessa presidentessa, in asse con il sindaco di Roma Gianni Alemanno, di aprire a circa settecento metri da Tivoli e da Villa Adriana, la principale location del festival, una discarica.

Fortunatamente, aggiungiamo noi, la questione non è andata in porto. La discarica non ha ancora collocazione, ma Villa Adriana, per ora, è salva.

Ed il festival? Il festival internazionale non c’è più ed è un vero peccato.

E’ sufficiente dare un’occhiata a quello che è stato il programma dell’anno passato per farsi un’idea (http://www.auditorium.com/villaadriana/page_festival ): oltre un mese di spettacoli, artisti noti e meno noti provenienti dall’Italia e da ogni angolo del globo -ecco il perché del festival “internazionale”-, un servizio di navetta che, al costo di 5 euro, portava gli spettatori direttamente a Tivoli.

La possibilità, insomma, di rendere Roma ancor più un polo internazionale dell’arte e della cultura moderna ed emblema di una civiltà che offre possibilità di esprimersi anche a chi non può farlo nel suo paese d’appartenenza.

Ne è la dimostrazione lo spazio concesso al regista teatrale lituano Eimuntas Nekrosius, pluri premiato in patria e all’estero, additato sui nostri giornali come una tra le migliori “scoperte” di Villa Adriana.

Ma torniamo ai giorni nostri.

Esiste un comitato, Salviamo Villa Adriana, fondato spontaneamente dai cittadini del luogo, il cui sito internet, riportato da tutte le testate giornalistiche, ad oggi risulta in costruzione.

La fondazione Musica per Roma, finanziatrice delle precedenti edizioni del Festival, non finanzia più, figuriamoci mettere a disposizione la navetta!

In compenso sono intervenuti la Save Italy del grande Philippe D’averio, Italia Nostra, Legambiente ed il Comune di Tivoli in prima persona.

Gli sforzi congiunti hanno dato luogo ad un altro Festival, chiamato proprio Salviamo Villa Adriana.

Cinque spettacoli, dall’11 luglio al 1° agosto, che coniugano recitazione, musica e poesia.

A questo si aggiunge la presentazione della guida Agro Romano Antico, realizzata da Italia Nostra Roma, il cui presidente è Carlo Ripa di Meana. Tenete a mente questo nome.

Nomi noti sul palco, direi esclusivamente, di provenienza nostrana, tutti con il pezzo giusto pronto da mettere in scena: da Corrado Augias a Franca Valeri, madrina della manifestazione, passando per la nota pianista jazz Rita Marcotulli.

Sul palco stasera Lucrezia Lante della Rovere interpreta Parla Franca, testo scritto dalla stessa attrice e dedicato a Franca Valeri, appunto.

A questo punto è lecito domandarsi quale occasione migliore di potersi esibire, per un’attrice la cui ultima apparizione è stata ad un reality show, se non quella di un festival in crisi che si regge grazie all’aiuto dell’associazione presieduta da papà Carlo.

A voi la sentenza, se vorrete andare a vedere lo spettacolo.

L’ingresso, fortunatamente, è gratuito.

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