• Google+
  • Commenta
24 agosto 2012

A Casoria la biblioteca dell’Istituto italiano per gli studi filosofici

Gli oltre 300mila volumi della biblioteca dell’Istituto italiano per gli studi filosofici in un capannone industriale a Casoria: dopo lo sfogo di Gerardo Marotta, la proposta di De Magistris.

Probabilmente Napoli, intesa come capitale della cultura, dopo la crisi del Madre e il rifiuto alla collezione De Simone, dovrà sopportare l’ennesimo scempio al suo patrimonio storico culturale. Perchè deve dire addio alla biblioteca dell’Istituto italiano per gli studi filosofici, un patrimonio stimato circa dieci milioni di euro : tutti i suoi volumi, edizioni rare e preziose – dagli scritti di Giordano Bruno a quelli di Benedetto Croce –  sono adesso custoditi in innumerevoli scatoloni all’interno di una capannone industriale sito a Casoria in provincia di Napoli.

La causa di questo trasloco? Sta tutta in una intimazione di sfratto, e l’avvocato Marotta, stanco di promesse e di fitti ormai alle stelle, ha deposto le armi dopo aver venduto tutti i beni di famiglia per fronteggiare debiti e creditori, alla fine ha deciso di trasferire le 1600 casse di volumi nel capannone di Casoria.

Amaro lo sfogo di Marotta intervistato dai giornalisti, che ha lanciato il suo J’accuse alle istituzioni, mentre vede mano a mano i volumi della sua biblioteca inscatolati e non più consultabili da studenti e accademici.   “È un insulto alla cultura” sono queste le sue parole raccolte nell’articolo dell’edizione partenopea de laRepubblica” L’amministrazione ha promesso di creare una biblioteca per l’istituto da più di dieci anni. Ho una sfilza di delibere nel cassetto e ora la giunta Caldoro ritratta. È stata una battaglia infinita, mi hanno lasciato solo“.

Ed è purtroppo vero: non solo la Regione Campania insieme al Comune di Napoli ha temporeggiato per la concessione di nuovi spazi da dare in gestione all’Istituto per gli studi filosofici, ma i nuovi tagli  del governo Monti ai fondi per la cultura hanno dato il colpo di grazia all’Istituto.

E Marotta imputa alla classe dirigente napoletana la colpa della chiusura dell’Istituto, proprio perchè non è una classe dirigente capace di promuovere la cultura e valorizzarla.

Tuttavia si intravede uno spiraglio di luce: il sindaco di Napoli De Magistris ha proposto i locali del Real Albergo dei Poveri come spazio per le attività culturali dell’Istituto e soprattutto come biblioteca. Si legge infatti in una dichiarazione del primo cittadino partenopeo che anche se il Comune di Napoli non ha competenze in merito, offrirà una piena collaborazione all’Istituto per offrire spazi adeguati all’interno di Palazzo Fuga; nello stesso tempo si augura che i fondi per le attività culturali dell’Istituto siano sbloccati dal Ministero dei beni culturali.

Sperando che alle parole dei politici seguano fatti concreti e che presto rivedremo i preziosi volumi dell’Istituto fianlmente nella loro idonea collocazione, ovvero custoditi  tra gli scaffali di una biblioteca.

 

(credit photo. www.mezzogiornoitalia.it)

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy