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6 agosto 2012

Come le querce si adattano ai cambiamenti climatici

 

Il genere Quercus comprende circa 450 specie di piante diffuse dalle zone tropicali a quelle temperate. Originarie del sud-est asiatico, l’ America ne possiede il maggior numero di specie sparse in Messico, negli stati della Carolina, in Canada. Sebbene morfologicamente identiche le querce del Messico non resistono ai venti della Carolina. Dove è allora la differenza tra le varie specie arboree?

Rispondere a questa domanda è l’ impegno di Jeanne Romero-Severson, professoressa associata di scienze biologiche all’ Università di Notre Dame che insieme al suo team di ricercatori sta ricostruendo l’ evoluzione delle querce del Nord America. L’ obiettivo è comprendere come questi alberi si adattano ai cambiamenti climatici.

E se la spiegazione non riguarda la morfologia degli arbusti allora bisogna rintracciare qualche aspetto genetico che spieghi la capacità di sopravvivere a differenti temperature. Il gruppo di scienziati ha ipotizzato che questi alberi a contatto con i loro “parenti” che sono riusciti a sopravvivere al freddo, sono stati in grado di “catturare” da questi alcuni geni favorevoli per la loro sopravvivenza, senza subire ampi cambiamenti genetici che modificassero la loro morfologia. Il meccanismo di questo “interspecific hybrid screen” resta, comunque, ancora un mistero.

Un aspetto inconsueto visto che diverse piante producono ibridi fertili ma riportano cambiamenti morfologici. Mentre in ambito animale le rare ibridazioni in natura creano una prole sterile come nel caso dei muli.

La ricerca è sostenuta dall’ agenzia governativa statunitense National Science Foundation (NSF). Lo studio dal titolo “Research Into Oaks Helps Us Understand Climate Change” è stato pubblicato su “Science Daily”.
Fonte immagine: http://www.gardenaction.co.uk/trees/quercus/quercus-robur-pendunculate-oak.asp

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