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16 gennaio 2013

No MUOS – La Sicilia dice no e blocca l’America

Le ultime vicende No MUOS  in Sicilia lasciano quantomeno l’amaro in bocca, perché sintomo della solita prepotenza dei poteri forti, quelli che si dichiarano costituzionali e poi in nome di ben altri principi ammettono azioni che vanno oltre i colori politici, le strumentalizzazioni facili e scontate, i programmi e le promesse fatte dalle solite facce di turno.

No MUOS

No MUOS

Vanno oltre perché toccano fortemente e direttamente la salute del cittadino in quanto  persona, che è sopra ogni cosa, oltre che dell’ambiente.

Per chi non conosce la vicenda, il MUOS è un sofisticatissimo sistema satellitare americano, presente già in Australia e in America (Isole Hawaii e Stato della Virginia), che agevola le comunicazioni fra militari americani dislocati nei vari teatri bellici (e non). Uno di questi apparecchi MUOS dovrebbe già da tempo essere destinato a Niscemi, cittadina siciliana in provincia di Caltanissetta.

Da circa un anno si è aperta una accesa diatriba sulla questione, No MUOS quello dei cittadini siciliano contro l’america. Cittadini e rappresentanti locali (questa è già una notizia) che si oppongono fermamente all’installazione del MUOS. Anche la Procura di Caltagirone ha provato a fermare i lavori, sequestrando (sequestro poi annullato dal Tribunale della Libertà di Catania) la stazione radio MUOS perché tra l’altro destinata ad un’area protetta (altro elemento che lascia a dir poco perplessi).

Maria Merlini, responsabile Politiche Internazionali del PRC Sicilia, racconta gli ultimi avvenimenti e come il movimento No MUOS continuerà a contrastare l’istallazione della stazione satellitare in territorio siciliano.

Cosa pensi degli ultimi sviluppi della vicenda MUOS e come vi state muovendo per il No MUOS?

Il ministro Cancellieri  ha dichiarato che il Muos  è un “sito di importanza strategica per la difesa della nazione e dei nostri alleati”. Dopo pochissimi giorni le cariche delle forze dell’ordine si sono scagliate contro cittadini e manifestanti che cercavano pacificamente di impedire il passaggio degli strumenti per l’installazione del radar. “Le vicende di questi ultimi giorni sono di una gravità inaudita.” Aggiunge il ministro.

Siamo di fronte ad un governo che calpesta il diritto alla salute e subordina lo sviluppo economico e sociale della Sicilia agli interessi militari americani. Allo stesso tempo, però, si tratta della dimostrazione che in questi anni il movimento No Muos è cresciuto, ha acquisito consensi, ha reso moltissimi cittadini consapevoli dei grossi pericoli che l’installazione di questo strumento comporterebbe e ne ha fatto una questione di rilevanza nazionale, diventando così una minaccia per quanti avevano finora creduto di poter contare sull’indifferenza e la passività della popolazione.

Il presidio permanente di cittadini e comitati che va avanti ormai da mesi davanti alla base di Niscemi, infatti, non si è sciolto dopo le cariche della polizia di qualche notte fa. Al contrario, sono già in previsione nuove mobilitazioni – sia a Niscemi che sul resto del territorio siciliano – e una grande manifestazione nazionale per la fine di Marzo.”

Il messaggio ultimo di Crocetta l’ho trovato intelligente perchè credo che focalizzi bene il problema reale della questione, oltre ad essere una posizione di buonsenso e che soprattutto pone dei quesiti importanti. Voi cosa ne pensate?

La decisione di Crocetta di bloccare i lavori, che giunge subito dopo la forzatura violenta dei blocchi di manifestanti ed un ordine del giorno contro il Muos approvato all’ARS, è senza dubbio un importantissimo successo della mobilitazione, che ha in qualche modo costretto il presidente della regione a tenere conto delle istanze del movimento No Muos.

Detto ciò, però, non si può non notare come si tratti solo di un “rinvio” del problema, e non di una sua soluzione. Crocetta, infatti, tiene a precisare di non essere “né contro gli americani, né contro il Muos” e di avere solo momentaneamente sospeso le autorizzazioni all’installazione in attesa di uno studio dell’impatto delle onde elettromagnetiche sulla salute dei cittadini.

In realtà gli studi su questo impatto non mancano, e sarebbero già sufficienti a revocare una volta per tutte le autorizzazioni concesse dai passati governi, come peraltro lo stesso Crocetta aveva promesso durante la campagna elettorale. Anche per questo è necessario che il movimento non si fermi, ma, al contrario, intensifichi la mobilitazione.”

Sulla vicenda e sui possibili danni che il MUOS puo’ causare ci sono varie relazioni, una cosa certa però è il fatto che far sorgere un’installazione di quel genere in un posto come una sughereta protetta (che secondo leggi italiane dovrebbe essere tutelata e preservata da una serie di cose come  appunto il MUOS) e sito di interesse comunitario (secondo la direttiva Habitat-Uccelli) è quantomeno strano, oltre che da incoscienti e ignoranti. Secondo te perchè solo in Italia succedono queste cose? Perchè l’Europa in questi casi se ne la va sempre le mani?

“Il fatto che l’installazione di un sito del genere sia stata progettata in una riserva protetta la dice lunga sul tipo di relazione esistente tra il governo italiano e gli “alleati” statunitensi: i vincoli ambientali in vigore per i cittadini italiani, così come il livello di emissioni elettromagnetiche consentite dalla legge, possono invece essere ignorati dalla marina militare degli USA con l’autorizzazione dei governi nazionale e regionale.

Anche le pesanti dichiarazioni del ministro dell’interno sono arrivate qualche giorno dopo la visita dell’ambasciatore americano in Italia – David Thorne – che a quanto pare non aveva gradito che i presidi dei cittadini “intralciassero” i progetti militari del suo paese.

Ancora una volta l’Italia si dimostra – per decisione di chi la governa – subalterna alle decisioni ed alle strategie statunitensi, rappresentante degli interessi militari degli americani piuttosto che delle giuste istanze dei propri cittadini.

Non dimentichiamo che il Muos avrebbe conseguenze gravissime sulla salute dei cittadini, perché un livello così alto di emissione di onde elettromagnetiche comporterebbe malattie e malformazioni. Ma questa non sarebbe l’unica conseguenza.

L’inquinamento ambientale causerebbe enormi danni anche all’agricoltura – principale risorsa economica della zona – ed al turismo, perché avrebbe interferenze con gli aeroporti di Comiso e Fontanarossa, compromettendone il funzionamento.

Tutto questo succede in Italia perché i governi che si sono succeduti – fin dal secondo dopoguerra – hanno sempre mantenuto questa subalternità nei confronti degli interessi americani. Naturalmente si tratta di scelte, non di processi inevitabili.

Circa un anno fa, per esempio, il governo italiano ha scelto di permettere che la base militare di Sigonella potesse ospitare i droni (gli aerei senza pilota americani) pur sapendo quali rischi e limitazioni ciò comportasse per il traffico aereo del vicinissimo aeroporto di Fontanarossa che – forse non molti lo sanno – non può diventare un grande aeroporto internazionale con voli diretti per i paesi del sud del mondo proprio a causa della pericolosa vicinanza con l’aeroporto della marina militare USA.

Qualche anno prima il governo degli Stati Uniti aveva chiesto la stessa autorizzazione per far decollare i droni da Saragozza, ma il governo spagnolo (a dimostrazione di come si tratti di scelte) l’aveva rifiutata.

Infine credo sia importante ricordare a cosa serva il Muos: si tratta di uno strumento per le cosiddette “guerre del terzo millennio”. Servirebbe, infatti, a pilotare i droni, permettendo alle forze armate statunitensi di bombardare territori lontani semplicemente premendo un pulsante.

Permettendo, cioè, di ridurre al minimo i rischi di perdita di vite umane tra i loro soldati, poco importa se questo causi un aumento dei “danni collaterali”. Questa cessione di sovranità sul nostro territorio, questi danni enormi alla salute dei cittadini siciliani, quindi, servirebbero a far sì che le forze armate americane possano bombardare in tutta tranquillità le città (e dunque anche i civili, le donne, i bambini) dei paesi che decidono di attaccare.”

Quanta gente ha aderito (e continua a farlo) al movimento No MUOS ? Soprattutto di che colore politico? E’ un problema capito da tutti a prescindere dagli ideali politici, o come spesso accade in Italia, è un problema che viene strumentalizzato, non approfondendo?

L’adesione al movimento No MUOS è cresciuta moltissimo negli ultimi anni, anche grazie alla capillare opera di informazione e sensibilizzazione fatta dai comitati che sono sorti non solo a Niscemi, ma in tutto il resto della Sicilia. Un presidio permanente come quello che c’è da quasi due mesi davanti alla base, le assemblee nella piazza di Niscemi a cui partecipano regolarmente centinaia di cittadini, la grande manifestazione nazionale dello scorso 6 Ottobre, erano impensabili fino a qualche anno fa.

I contenuti e le istanze di questo movimento No MUOS sono naturalmente “politici” nel senso più ampio di questo termine. Ma proprio perché si tratta di una questione che coinvolge diversi temi (da quello del pacifismo, a quello ambientale, a quello del diritto alla salute) si è riusciti a coinvolgere una fascia molto ampia di cittadini e ad unificare queste diverse istanze per il raggiungimento di un unico obiettivo: bloccare l’installazione del Muos.”

Ed oggi è proprio questa la forza del movimento No Muos. Quella forza che ha scatenato la reazione violenta di qualche giorno fa, ma che ha anche costretto le istituzioni regionali a tenere conto delle preoccupazioni dei siciliani nei confronti di questo super radar. La stessa forza che, oggi più che mai, spinge comitati e cittadini a rilanciare la propria mobilitazione e a non arrendersi finché le autorizzazioni all’installazione del Muos non vengano formalmente revocate.”

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